L’AQUILA – Il presidente della Regione Abruzzo, Gianni Chiodi, ha deciso di riservare per sé le deleghe dell’assessore regionale Luigi De Fanis, che ieri sera ha deciso di rassegnare le dimissioni dopo l’arresto per concussione, truffa aggravata e peculato.

Una decisione che “Gigi”, come lo chiamano i suoi compagni del Popolo della libertà, ha preso nella sua abitazione di Montazzoli, nell’alto Vastese, dove si trova ai domiciliari, a seguito di un colloquio con i suoi avvocati.

Ha annunciato le dimissioni informalmente ieri sera intorno alle 22 al responsabile dell’ufficio legale della Giunta regionale, Enrico Mazzarelli.

Questa mattina alle 8 una lettera con le dimissioni ufficiali è stata inviata dal legale di De Fanis agli uffici regionali.

“È con rammarico e profondo stupore – è un passaggio della lettera che rassegno le mie dimissioni a seguito della misura cautelare, ma non posso permettere che una campagna denigratoria nei confronti della mia persona colpisca anche l’istituzione da me rappresentata”.

“Una campagna portata avanti con violenza da alcuni mass media”, sottolinea De Fanis e da alcuni “soggetti in malafede e mossi da finalità immorali: non posso permettere che questo paralizzi l’attività dell’ufficio”, ha aggiunto De Fanis.

Intanto continuano a emergere nuovi particolari dalle intercettazioni tra l’assessore e la sua segretaria particolare Lucia Zingariello, 34 anni, finita anche lei agli arresti domiciliari.

In alcune conversazioni emerge come lo stesso assessore la incitasse a timbrare il cartellino e poi recarsi dalla parrucchiera piuttosto che dall’estetista. A intercettare i due è stata la Forestale a cui si è rivolto l’imprenditore Andrea Mascitti, definito il “grande accusatore”, dopo le continue richieste di denaro ricevute dall’assessore per avere in cambio contributi per l’organizzazione di manifestazioni culturali.

Lo stesso Mascitti ha partecipato alla trasmissione Servizio Pubblico di Michele Santoro, andata in onda ieri sera, dove ha spiegato il perché della sua denuncia. “Rifiuto di essere definito eroe – ha detto – Se gli onesti sono cretini, spero di essere cretino sempre”.

LO SCENARIO

Se Chiodi avesse optato per una sostituzione volendo mantenere gli equilibri territoriali, in pole position si sarebbe trovato il teatino Nicola Argirò, che era andato in ballottaggio con De Fanis per la nomina ad assessore.

L’attuale presidente della quarta commissione era stato però “scavalcato” in quanto la condizione posta per la nomina erano le dimissioni dal ruolo di consigliere (che De Fanis non ha mai presentato), una “mossa” che serviva a far entrare Pasquale Di Nardo, poi rientrato all’Emiciclo quando Federica Chiavaroli è stata eletta senatrice.

Di Nardo ha poi fatto un passo indietro decidendo di rimanere alla guida della Sangritana, azienda di trasporto a capitale regionale, la cui presidenza è incompatibile con l’incarico di consigliere. Al suo posto è poi entrato l’ex sindaco di Miglianico (Chieti) Nicola Mincone. Elisa Marulli