L’AQUILA – Processare per corruzione il dirigente della Provincia dell’Aquila Francesco Bonanni, aquilano, e il costruttore Mario Mariani, originario di Civitella Roveto (L’Aquila), con l’accusa di aver ricevuto il funzionario pubblico favori dall’imprenditore in cambio di un parere positivo dirigenziale su un immobile che l’ente voleva prendere in affitto per 1,3 milioni di euro.

Questa la richiesta di rinvio a giudizio depositata nei giorni scorsi dai pubblici ministeri dell’Aquila titolari dell’inchiesta, Stefano Gallo e Simonetta Ciccarelli, con l’udienza preliminare che deve essere ancora fissata.

LE ACCUSE

Secondo le accuse, Bonanni avrebbe ricevuto “indebite utilità economiche” da Mariani “per l’esercizio delle sue funzioni e dei suoi poteri”.

In particolare, visti gli incarichi che rivestiva di preposto alla direzione e controllo dei lavori di dislocazione e sistemazione degli uffici della Provincia nonché di direttore del dipartimento, con competenza in materia di interventi edilizi su acque pubbliche

La tangente, sempre secondo le accuse dei pm, sarebbe consistita nella percezione, dall’aprile 2011 al settembre 2013, per 30 mesi, del canone di locazione di un appartamento di cui Bonanni era comproprietario e “mai utilizzato dal conduttore”, la società 3m Arl di proprietà di Mariani, per un importo di mille euro al mese e, quindi, un totale ipotizzabile di 30 mila euro.

In cambio di questo, hanno indagato i pm, nell’esercizio delle sue funzioni di controllo sull’adeguamento alle esigenze della Provincia di un immobile di proprietà di un’altra società di Mariani, la Sirio Srl, che l’ente intendeva affittare, il funzionario avrebbe rilasciato una nota nella quale avrebbe attestato “con dovizia di argomentazioni, senza che gli fosse stato richiesto e senza aver posto in essere una compiuta attività istruttoria”, che l’acqua di un canale defluente “da una polla sorgiva la cui natura era controversa, non era da considerarsi acqua pubblica e che, quindi, per le opere realizzate in prossimità del canale o addirittura sopra non occorreva l’autorizzazione idraulica da parte del competente ufficio provinciale”.

Gli indagati sono assistiti dagli avvocati Stefano Rossi (Mariani) e Stefania Pastore (Bonanni).