L’AQUILA – Nuove misure cautelari con uno stop professionale di 2 mesi per 3 dei 18 indagati nell’ambito dell’inchiesta “Betrayal” della procura della Repubblica dell’Aquila su presunte tangenti nella ricostruzione pubblica dei beni culturali danneggiati dal sisma del 6 aprile 2009, che lo scorso 17 giugno ha portato a 5 arresti al termine di 2 anni di indagini del nucleo di polizia Tributaria della Guardia di finanza e della squadra Mobile della polizia di Stato.
Dopo gli interrogatori di garanzia svolti nei giorni scorsi, il giudice per le indagini preliminari del tribunale del capoluogo, Giuseppe Romano Gargarella, ha emesso tre distinte ordinanze con misure cautelari che impediscono agli indagati di andare al lavoro.
Si tratta di un funzionario pubblico, Giuseppe Di Girolamo, dipendente della direzione regionale dei Beni culturali, responsabile unico del procedimento (Rup) nei principali cantieri citati nell’inchiesta e uomo di fiducia dell’allora vice commissario Luciano Marchetti, e di due professionisti: Vincenzo Altorio, titolare della ditta “Automitica officina multimedia Abruzzo”, coinvolto nel sito Internet “fantasma” da 40 mila euro dello stesso vice commissario, e Fausto Anzellotti, rappresentante della Solaspe Spa, ditta impegnata nella ricostruzione, accusato di aver cambiato un foglio con errori della documentazione per partecipare a una gara.
Ciascuno di loro per i 2 mesi di luglio e agosto non potrà svolgere incarichi, di pubblico ufficio per Di Girolamo, professionali o imprenditoriali per gli altri due. Intanto alcuni dei 5 arrestati sono tornati in libertà.
Nunzio Massimo Vinci, imprenditore della ditta Cai di Incontro Cristiano, che era in carcere, dopo essersi avvalso della facoltà di non rispondere nell’interrogatorio di garanzia, è uscito il giorno dopo la deposizione spontanea resa davanti al pubblico ministero, dopo un’istanza del suo legale Stefano Rossi accolta dal gip.
Il giudice gli ha concesso l’obbligo di dimora, Vinci ha scelto di recarsi a Carlentini in Sicilia Anche la funzionaria della direzione regionale Mibac Alessandra Mancinelli, in carcere, è tornata libera attraverso un’istanza al tribunale del Riesame, ma con interdizione dal suo ufficio.
Quanto agli arrestati ai domiciliari, è tornato in libertà Graziano Rosone, coinvolto con altre accuse, mentre tanto l’imprenditore Patrizio Cricchi quanto Luciano Marchetti per il momento non hanno presentato istanze. (b.s.)






