PESCARA – Non si placano le proteste contro i tagli dei posti di lavoro nel mondo della scuola previsti dalla riforma Gelmini. Questa mattina rappresentanti sindacali e personale si sono ritrovati a manifestare a Pescara in piazza Unione.
Alla protesta è seguita la richiesta da parte del capogruppo consiliare del Pd alla Regione, Camillo D’Alessandro, di convocare urgentemente un consiglio regionale straordinario per discutere della questione precari.
Critici anche gli esponenti di sinistra Maurizio Acerbo (Prc) e Antonio Saia (Pdci), per i quali la Giunta “deve stanziare risorse”.
SINDACATI E PERSONALE MANIFESTANO A PIAZZA UNIONE
PESCARA – Per protestare contro il taglio dei posti di lavoro nel mondo della scuola (meno 2.600 tra l’anno scorso e quest’anno tra personale docente, amministrativo e tecnico) i rappresentanti sindacali e il personale si sono ritrovati questa mattina in piazza Unione a Pescara.
“Senza personale la scuola non funziona”, hanno detto in piazza, sotto la sede pescarese del Consiglio regionale, sottolineando le difficoltà che si vivono quotidianamente negli istituti.
“Non vogliamo soldi ma posti di lavoro – hanno affermato – ed è fondamentale interloquire con l’Ufficio scolastico regionale, la Regione Abruzzo e il governo centrale”.
Le iniziative di protesta proseguiranno anche nei prossimi giorni. Domani il personale della scuola effettuerà un presidio sotto la sede del consiglio regionale all’Aquila, e si sta anche pensando di promuovere una manifestazione a Roma coi sindacati provinciali e regionali.
D’ALESSANDRO (PD): “CHIEDIAMO CONSIGLIO STRAORDINARIO”
PESCARA – Un consiglio regionale straordinario e urgente per discutere i problemi dei precari della scuola: è la richiesta avanzata, assieme alle altre forze di opposizione, dal gruppo consiliare del Partito democratico che questa mattina a Pescara ha partecipato alla manifestazione promossa dai sindacati per protestare contro i tagli previsti dal ministro della Pubblica istruzione, Mariastella Gelmini.
“Contrariamente a quanto fatto da altre amministrazioni regionali- commenta il capogruppo del Pd, Camillo D’Alessandro – che hanno affrontato i tagli al personale della scuola reperendo e stanziando fondi diversi da quelli ordinari, il governo della Regione Abruzzo, di fronte ai 2500 che lottano per conservare il proprio posto di lavoro, si è chiuso in trincea, rifiutando il confronto con le organizzazioni sindacali e con le forze di opposizione”.
“L’assessore al bilancio, Carlo Masci – ha proseguito – ha liquidato la questione dicendo che non ci sono soldi, dimenticando che, se c’è la volontà, le risorse possono essere trovate. Ma la verità è che, ancora una volta, la Regione Abruzzo preferisce accantonare il problema scuola che non riguarda, purtroppo, solo la questione occupazionale ma investe tutto il comparto della didattica. Grazie alla politica del centro destra, ci troviamo, infatti, di fronte a scuole dove i problemi rendono sempre più difficile l’insegnamento.”.
“Per questo – ha concluso D’Alessandro – abbiamo chiesto che al più presto venga convocato un consiglio regionale, dove poter affrontare quello che la giunta Chiodi si ostina a ignorare”.
ACERBO (PRC) E SAIA (PDCI): ”GIUNTA STANZI RISORSE”
PESCARA – “Le manifestazioni di oggi a Pescara e quella di domani all’Aquila, come le proteste dei giorni scorsi, evidenziano che la riforma della Gelmini produce conseguenze devastanti sulla scuola pubblica, in particolare in una regione come l’Abruzzo che finora non ha stanziato risorse aggiuntive per colmare i tagli governativi”.
L’accusa arriva in una nota dai consiglieri regionali Maurizio Acerbo (Rifondazione) e Antonio Saia (Comunisti italiani)
“Ricordiamo che, solo per fare degli esempi – scrivono in una nota – l’Emilia Romagna ha stanziato 51 milioni, la Puglia 21 e la Basilicata 7. Se, come sostiene l’assessore Masci, la Regione Abruzzo non ha disponibilità di bilancio, cosa su cui ci sarebbe da approfondire, la Giunta Regionale ha il dovere di chiedere con forza al suo Governo la deroga per l’Abruzzo dagli interventi di riduzione della dotazione organica del personale docente e Ata previsti per la scuola dalla pseudo-riforma Gelmini e l’assegnazione di risorse aggiuntive”.
“Se l’istruzione è un diritto sancito dalla Costituzione – proseguono i due consiglieri – non è accettabile che le politiche del Governo determino una situazione di oggettivo svantaggio per le regioni più deboli. Alla sciagurata riforma Gelmini si aggiungono in Abruzzo le conseguenze del debito sanitario e del terremoto”.
“Pertanto – concludono Acerbo e Saia – va rivendicato con forza un intervento del Governo che consenta di tutelare i diritti degli insegnanti e del personale precario e di scongiurare la riduzione delle ore di insegnamento e l’aumento degli alunni per classe”.
ARTICOLI CORRELATI:





