L’AQUILA – Tagli del personale a causa della difficile situazione finanziaria in Confindustria L’Aquila.
Dal 1° gennaio scorso sono stati, infatti, licenziati 2 dei 7 dipendenti, ma la decisione è accompagnata da polemiche, sia interne sia esterne, ed è destinata a innescare un contenzioso davanti al giudice del lavoro.
I due malcapitati, infatti, non ci stanno a essere messi alla porta “senza l’attuazione di parametri oggettivi”, contestando “illegittimità” nel provvedimento assunto in un Consiglio del maggio 2017.
La riduzione del personale, che coinvolgerebbe pure il livello dirigenziale, sarebbe imminente anche nella sede regionale.
Lo stesso è accaduto, poi, nella Confindustria di Teramo e in quella Chieti-Pescara che, però, sarebbero riuscite a ricollocare il personale in esubero in società controllate.
All’Aquila, invece, la vertenza promette di avere come esito un duro contenzioso.
La contestazione si basa sulle modalità in cui si è svolta la seduta del Consiglio direttivo del 27 maggio scorso, presieduto dal presidente, Marco Fracassi, che ha visto il direttore, Carlo Imperatore, nella vesti di segretario, nel corso della quale si è decisa la riduzione del personale.
Il numero legale minimo di 5 componenti su 19 sarebbe stato garantito dalla presenza di Stefano Maccallini, rappresentante di Unica energia, società di proprietà di Confindustria.
E Maccalini, sono pronti a contestare i due licenziati, non avrebbe diritto di voto, in quanto “socio aggregato”.
Per di più, il licenziamento non sarebbe stato inserito all’ordine del giorno.
Altro argomento per dimostrare la presunta non validità delle decisioni assunte in quella riunione, il fatto che il Consiglio sarebbe scaduto e non prorogato, in vista della fusione della Confindustria L’Aquila con quella di Teramo, le cui tempistiche e modalità saranno oggetto di una riunione convocata per il 2 febbraio.
Una riunione che si annuncia infuocata e foriera di scontri innescati anche dagli oppositori all’attuale governance.
Tra i motivi delle difficoltà finanziarie della Confindustria, l’alto tasso di morosità dei soci contribuenti, tra cui tanti imprenditori che devono far fronte alla crisi economica tutt’altro che alle spalle.
E l’uscita di soci pesantissimi: uno su tutti, nel marzo 2016, la Lfoundry di Sergio Galbiati, la più grande impresa della provincia con 1.600 dipendenti.



