SULMONA – Sono oltre 300 le firme raccolte dai comitati cittadini a tutela dell’ambiente da presentare alla commissione europea contro la realizzazione del metanodotto e della centrale Snam. Un riscontro positivo secondo gli ambientalisti, perché in due giorni “la gente ha dimostrato una maturità ed un senso di responsabilità superiore a quello dei nostri amministratori pubblici”.
“Dopo la rinuncia del Comune di Sulmona a difendere i diritti del nostro territorio, ci siamo rivolti direttamente ai cittadini i quali volentieri hanno raccolto l’appello – hanno affermato, spiegando, in una nota, che – il problema principale che è al centro della denuncia, predisposta da esperti in campo giuridico, è la mancata effettuazione della Valutazione ambientale strategica (Vas) e della Valutazione impatto ambientale (Via) unica”.
Il frazionamento dell’opera (metanodotto Brindisi-Minerbio di 687 km) in cinque tratti è stato fatto dalla Snam sempre secondo gli ambientalisti, in palese violazione delle disposizioni comunitarie e nazionali che impongono la valutazione complessiva degli interventi.
“E’ evidente – continuano – che siamo di fronte ad un’opera le cui parti sono funzionalmente connesse e programmate per realizzare un’unica struttura per il trasporto del gas metano da Massafra a Minerbio. Anche la centrale di compressione, localizzata a Sulmona, è in funzione dell’intera opera”.
Ad oggi diversi Enti Locali, ma non il Comune di Sulmona, hanno già presentato ricorso alla Commissione Europea; e sempre presso il Parlamento Europeo sono state presentate due interrogazioni in merito al gasdotto.La raccolta delle adesioni alla denuncia collettiva continuerà anche nei prossimi giorni dal 22 al 25 dicembre a Sulmona.





