SULMONA – I tre parti in cinque giorni, di cui due di urgenza, ripropongono il tema della chiusura del punto nascita di Sulmona (L’Aquila), messo in agenda insieme ad altri dalla giunta regionale per il 31 ottobre. Le due mamme avevano deciso di partorire fuori città ma i nascituri hanno deciso di anticipare l’appuntamento.

Alla Maternità si domandano cosa sarebbe accaduto, e cosa accadrà dal primo novembre, se il reparto non ci fosse stato. “La nascita è una cosa meravigliosa ma non sempre programmabile, come accaduto a queste due mamme” raccontano gli operatori sanitari a Il Centro.

Tuttavia, rispetto allo stesso periodo dello scorso anno, i parti sono scesi di una trentina di unità. Ma questo solo “perchè molti credono che il reparto sia già chiuso” aggiungono gli infermieri di Ostetricia e ginecologia.

La riorganizzazione in atto, fanno notare all’ospedale di Sulmona, non tiene conto delle caratteristiche orografiche della regione e delle difficoltà che avrebbero le neo mamme a percorrere le lunghe distanze per raggiungere gli ospedali dove partorie. Gli ospedali più vicini sono a L’Aquila, Avezzano, Chieti e Pescara.