SULMONA – Nuova offensiva dei comitati cittadini per l’ambiente di Sulmona (L’Aquila), nati per contrastare il progetto del metanodotto Snam e della centrale di compressione nel capoluogo peligno, contro l’amministrazione provinciale, colpevole secondo i comitati, di non aver proposto ricorso al Tar per bloccare l’opera.
LA NOTA COMPLETA DEI COMITATI
Il consigliere provinciale Andrea Gerosolimo si dice “stupito” dei toni da noi usati nei confronti suoi, del Presidente Del Corvo, della vice-Presidente Di Nino e del consigliere Caparso. Cosa si aspettava, un pubblico encomio?
Il grado di attenzione che, lui e gli altri politici da noi chiamati in causa, hanno mostrato finora in merito al devastante progetto Snam, si può riassumere in una sola parola : latitanza.
Non li abbiamo mai visti in nessuna delle tante iniziative messe in campo per contrastare l’eco-mostro della multinazionale del gas che massacrerà il nostro territorio per una lunghezza di ben 103 chilometri. Il problema non li riguarda? Ma se una Amministrazione provinciale non affronta una questione gigantesca come questa, destinata ad avere un impatto notevolissimo sull’ambiente, sull’economia locale e sulla sicurezza dei cittadini che rappresenta, di cosa si occupa?
Da quando, nel settembre scorso, si è costituito il coordinamento interregionale antigasdotto, con capofila il Comune dell’Aquila, non abbiamo mai visto partecipare alle riunioni l’Amministrazione provinciale, benchè l’Ente sia stato sempre regolarmente invitato. A che serve allora approvare un ordine del giorno di contrarietà se poi non si compie nessun atto consequenziale? Serve forse per una operazione di facciata?
I nostri toni, insolitamente duri, ma mai offensivi, sono giustificati dalla gravità della situazione e con essi speravamo di scuotere almeno un pò il muro di gomma contro cui sono rimbalzati inutilmente i nostri ripetuti appelli.
Almeno Gerosolimo una risposta, anche se tardiva e per nulla convincente, l’ha data: dagli altri politici “desaparecidos”, invece, continua a giungere solo un inquietante silenzio. Non hanno niente da dire o non sanno cosa dire? Noi cittadini non siamo forse meritevoli di una risposta?
Tornando a Gerosolimo – secondo il quale , bontà sua ,”i comitati non hanno le cognizioni tecniche”- si tranquillizzi : sappiamo bene che la Provincia potrebbe intervenire “ad adiuvandum”, ma sappiamo altrettanto bene che c’è una bella differenza tra un simile intervento e il ricorso diretto al TAR.
L’efficacia di quest’ultimo è ben diversa.
Nel vano e goffo tentativo di giustificare il “forfait” della Provincia, Gerosolimo giunge a sostenere che l’Ente non avrebbe titolo per ricorrere al TAR. Ciò non è affatto vero.
Al contrario, proprio la Provincia ha specifiche ed importanti competenze nel campo della pianificazione e della gestione del territorio; perciò, aveva pieno titolo nel ricorrere alla giustizia amministrativa ma, se vuole, è ancora in tempo per esplicare almeno una decisa azione a livello politico ed istituzionale.
Ad esempio, può intervenire sulla Regione affinchè approvi, senza ulteriori indugi, la legge antigasdotto il cui iter è fermo da tre mesi.
Un’ultima domanda al Presidente Del Corvo : se il tracciato del metanodotto, anzichè la Valle Peligna e l’Aquilano, avesse interessato la Marsica, il suo livello di “sensibilità e attenzione” al riguardo sarebbe stato lo stesso?





