L’AQUILA – Incerto ancora il destino, e difformi i punti di vista in Regione Abruzzo in materia, dei Centri per l’impiego, rimasti nel guado a seguito della riforma Delrio, che ha ridimensionato gli enti provinciali a enti di secondo grado. 

Questi organismi infatti dovrebbero essere presi in carico dal governo, con i suoi 177 addetti in tutta la regione che, nelle intenzioni del governo, entreranno a far parte, da qui a due anni, dell’Agenzia nazionale per il Lavoro (Anpal). 

E qui emergono piccole ma sostanziali differenze di punti di vista tra il vice presidente di Giunta Giovanni Lolli e l’assessore al Lavoro Andrea Gerosolimo.

Lolli aveva parlato di accordi tra Regione e Province in cui la Regione si impegnava a pagare gli stipendi dei dipendenti, lasciando però la gestione alle quattro Province.

Gerosolimo invece ha detto che “a breve verrà sottoposta la bozza di convenzione al vaglio della Giunta regionale e successivamente si procederà alla firma degli atti con le Province per il passaggio dei Cpi alla Regione”.

“Sui Centri – ha aggiunto Gerosolimo – abbiamo intenzione di avviare un’azione di rafforzamento che andrà a toccare i servizi al cittadino, facendo attenzione anche ai livelli occupazionali. La regia unica della Regione garantirà un approccio comune di tutti i Cpi ai singoli problemi; l’obiettivo è superare le diversità che finora si sono registrate da provincia a provincia in modo da garantire un servizio con uno standard qualitativo uguale su tutto il territorio regionale”.

Questo passaggio sarà tra gli ultimi dell’epocale smantellamento degli enti provinciali, che hanno tenuto solo le deleghe su edilizia scolastica, e trasporto scolastico, viabilità, e alcune materie ambientali.

Gli esuberi nelle 4 Province sono stati 720 dichiarati a gennaio 2015, cioè con l’entrata in vigore della norma che imponeva agli enti territoriali di riassorbire il personale in esubero.

Di questi, 210 sono andati in pensione con le norme agevolative “pre Fornero”, 160 sono transitati in Regione dopo un primo accordo, a cui si sono aggiunti altri 85 in ragione degli accordi sottoscritti oggi. Totale 245 dipendenti che si vanno ad aggiungere all’organico regionale.

Oltre a questo personale, figurano poi 54 lavoratori che hanno usufruito della possibilità di andare in altri enti.