TERAMO – Avrebbe già tentato di uccidersi impiccandosi al lampadario Simona Viceconte, la 45enne morta suicida come la sorella Maura, trovata senza vita sulla tromba delle scale di casa a Teramo.

Un tentativo, come racconta Il Centro, avvenuto una settimana prima della tragedia.

Il marito, da cui si stava separando, tornato a casa aveva notato il lampadario in frantumi a terra, segni sul collo della donna, tutti indizi che lo avevano portato ad avvisare il medico di famiglia.

A questo punto si tenta di capire se sia stato fatto il possibile per evitare che la donna compiesse l’esteremo gesto. Il martito è stato iscritto sul registro degli indagati in un fascicolo giudiziario aperto dal pm Enrica Medori: l’ipotesi di reato era di maltrattamenti e l’articolo 42 comma 3 del codice penale sulla responsabilità obiettiva nel reato.

Il legale dell’uomo, Antonietta Ciarrocchi, però ha voluto precisare che “Non c’è stata mai denuncia per maltrattamenti e l’unica questione in piedi tra la coppia era la imminente udienza di comparizione per la separazione consensuale”.

Una iscrizione quindi dovuta, si apprende negli ambienti giudiziari, per permettere di disporre l’autopsia e di chiarire alcuni aspetti ancora irrisolti dalle indagini.