L’AQUILA – “Era uno dei responsabili amministrativi della mia azienda, una persona molto competente e con grande senso di responsabilità. Non ci facciamo una ragione del suo gesto, vista la voglia di vivere e di fare che aveva”.

Così l’imprenditore Corrado Chiodi, titolare della omonima azienda di costruzioni, sul 40enne Romolo Riddei, trovato morto ieri mattina nella frazione di Santa Rufina di Roio, frazione del Comune dell’Aquila, dopo essersi suicidato probabilmente mercoledì sera dandosi prima fuoco con la benzina e poi gettandosi in un dirupo in una zona impervia.

L’imprenditore, che è anche presidente dell’Aquila Calcio, è stato il primo, insieme alla polizia e ai vigili del fuoco, a trovare il corpo dopo essere entrati in casa e letto il biglietto nel quale il giovane aveva scritto dove si sarebbe suicidato.

Chiodi è ancora incredulo e traumatizzato su quanto accaduto. Come del resto i suoi colleghi.

“Era un uomo molto buono, una bravissima persona, molto buona, lascia un vuoto incolmabile sia umano che professionale – continua Chiodi – In azienda era molto apprezzato e da subito si è inserito mostrando una competenza non comune alla luce della laurea e del master che aveva conseguito. Ma nessuno si era mai accorto che qualcosa non andasse e che potesse fare questo gesto per il quale non sappiamo quali siano state le cause scatenanti”. (b.s.)