L’AQUILA – Rimbomba a livello nazionale e provoca la reazione dell’Associazione magistrati (Anm) la presa di posizione del deputato Giuseppe Bellachioma, coordinatore della Lega in Abruzzo.

“Messaggio da parte della Lega Abruzzo: se toccate il Capitano vi veniamo a prendere sotto casa…occhio”, ha scritto l’onorevole su Facebook, rilanciando il post con cui il ministro dell’Interno Matteo Salvini aveva provocatoriamente esortato la Procura di Catania ad indagarlo sulla situazione dei migranti che si trovano sulla nave Diciotti.

Una presa di posizione che, dopo una valanga di reazioni a livello locale da parte di Partito democratico e Articolo Uno-Mdp, ha portato l’Anm a parlare di “un fatto senza precedenti”.

“La stampa riporta la notizia di un post pubblicato su Facebook da un parlamentare della Lega nel quale vengono pronunciate chiare parole intimidatorie nei confronti dei magistrati in relazione ai fatti della nave Diciotti. Si tratta di una azione di una inaudita gravità che rappresenta un inaccettabile tentativo di interferire nella attività dei magistrati impegnati nella delicata vicenda”, si legge in una nota della Giunta esecutiva centrale dell’Associazione nazionale magistrati.

“È un fatto senza precedenti, tenuto conto della provenienza da un parlamentare, da chi dovrebbe rispettare l’attività che svolgono tutte le Istituzioni, tra esse la magistratura. L’Anm respinge ogni tentativo di interferenza e di intimidazione, assicurando che tutti i magistrati svolgono e continueranno a svolgere i propri compiti rispondendo esclusivamente alla legge, per cui ogni tentativo di condizionamento sarà vano”.

Una provocazione, quella dell’imprenditore 57enne protagonista dell’ascesa della Lega in Abruzzo, che rischia di raffreddare nuovamente anche i rapporti abruzzesi con Forza Italia in vista delle elezioni regionali.

“Le dichiarazioni dell’on. leghista abruzzese Giuseppe Bellachioma sono di una gravità inaudita e destano grande preoccupazione”, dice in una nota il senatore del Partito democratico Luciano D’Alfonso, che da qualche giorno ha lasciato la presidenza della Regione.

“Sul piano politico sembra essere ritornati al periodo fascista, durante il quale l’indipendenza della magistratura fu completamente annullata e qualche magistrato coraggioso subiva atti di intimidazione non dissimili da quello messo in atto da Bellachioma”. 

“Dire, rivolto ai magistrati: ‘Se toccate Salvini veniamo a prendervi a casa’ equivale alle parole di minaccia ‘Chi tocca il Duce avrà piombo’ rivolte al magistrato Mauro Del Giudice che mise sotto accusa i fascisti indiziati dell’omicidio di Matteotti – continua l’ex governatore – Il clima è questo e le forze democratiche hanno il dovere di non sottovalutarne i rischi, anche se la magistratura ha preso posizione ferma contro questa inaccettabile condotta”.

“Sul piano più strettamente giuridico, le parole di Bellachioma integrano, a mio avviso, il reato previsto dall’art. 338 del Codice penale, per il quale presenterò formale denuncia alla Procura della Repubblica. Si tratta infatti di una minaccia al corpo giudiziario per ‘impedirne in tutto o in parte o per turbarne comunque l’attività’. Il presidente del Consiglio Conte e i due vice presidenti Salvini e Di Maio hanno il dovere di prendere le distanze dalle affermazioni irresponsabili di un parlamentare che sostiene il governo”.

“Risulta poi inammissibile il silenzio del ministro della Giustizia Bonafede, che ha il dovere di intervenire a difesa della autonomia e indipendenza della Magistratura. L’onda populista che si sta allungando e che colpisce tutti i Poteri dello Stato attraverso opere di bullismo espressivo non può essere più tollerata da chi ha ruolo politico nei territori e in Parlamento”, conclude D’Alfonso.

Intanto, in serata, Bellachioma ha pubblicato un nuovo post su Facebook, scusandosi e dicendosi “sinceramente colpito e profondamente rattristato dalle reazioni seguite a un mio post di ieri, intendo scusarmi e chiarire: in nessun modo intendevo attaccare, né tantomeno minacciare, la Magistratura, del cui lavoro ho profondo rispetto”.

“Il mio commento – ha pèrecisato – era mosso solo dalla reazione alle migliaia di insulti e attacchi a cui ogni giorno sono sottoposti Matteo Salvini e la Lega, dalle minacce di morte – sia sui social che sui muri delle città -, fino all’ordigno fatto esplodere recentemente davanti a una nostra sede. Ho ora ben compreso come le mie parole, scritte con leggerezza in un momento di forte emotività, possano aver generato sconcerto e aver offeso persone e istituzioni, non era questa la mia intenzione”.

“Come sempre, oggi come ieri, io e la Lega dell’Abruzzo – conclude Bellachioma – affronteremo la durezza della battaglia politica unicamente con la forza delle nostre idee e con l’amore per il nostro Paese”.