L’AQUILA – “Se un’impresa autocertifica un pagamento falso deve essere radiata dalla Soa e segnalata al Consiglio superiore dei lavori pubblici perché le chiacchiere se le porta il vento”.
Così il presidente provinciale aquilano dell’Associazione nazionale costruttori edili (Ance), Gianni Frattale, replica all’articolo di AbruzzoWeb che ha evidenziato la rivolta di 150 subappaltatori mai pagati per lavori svolti nell’ambito della ricostruzione post-sisma a fronte di false attestazioni, pronti a ricorrere alla procura della Repubblica per vedersi riconosciuti i propri diritti e scampare al fallimento.
Le Soa da cui Frattale propone di radiare gli irregolari sono società organismi di attestazione che certificano per conto dello Stato le imprese che hanno le carte in regola per partecipare agli appalti pubblici in base alle norme vigenti. Far fuori una ditta dagli elenchi significherebbe quindi escluderla da ogni possibile lavoro pubblico.
“Se sono iscritti all’Ance ben venga, sarà l’Ance a promuovere queste iniziative affinché vengano tutelati”, assicura Frattale ai subappaltatori, anche se poi pone una serie di dubbi.
“Ho letto l’articolo con grande rammarico, ma prima di creare allerta o confusione vanno riscontrati i fatti – afferma – Si parla di procura e 150 gradirei avere l’elenco, gradirei avere proiezioni di coloro che emettono documentazioni false, gradirei conoscere se questi sono ancora strascichi vecchi o di oggi”.
Singolare che il presidente di un’associazione di categoria chieda a una testata di conoscere informazioni sulle imprese che ne fanno parte, dati che forse sfuggono al suo controllo.
“Tutti mi tiravano per la giacca quando è stato inserito l’emendamento nel ‘decreto del fare’: tutti volevano la dichiarazione ma il sottoscritto, come rappresentante dell’Ance, si è impegnato per l’autocertificazione”, conclude. (alb.or.)



