L’AQUILA – Approda anche in Consiglio comunale dell’Aquila la vicenda portata alla luce da AbruzzoWeb dei subappaltatori dei lavori di ricostruzione post-sisma che denunciano di non essere mai stati pagati per la loro opera da imprese in difficoltà che, invece, attestano falsi pagamenti per vedersi liquidati gli stati di avanzamento dei lavori (Sal), soldi freschi con cui magari ripianare difficoltà aziendali.

Una mozione da presentare nella prossima riunione dell’assemblea civica è stata infatti annunciata dai consiglieri comunali di minoranza Guido Liris (Forza Italia), Alessandro Piccinini (Nuovo centro destra), Pierluigi Properzi (Domani L’Aquila) e Raffaele Daniele (Unione di centro).

Si tratta dell’ennesimo passo della questione sollevata da 150 “piccoli” sulla quale sono insorti anche il sindaco dell’Aquila, Massimo Cialente, esponenti delle associazioni di categoria come Massimiliano Mari Fiamma (Apindustria) e dei sindacati come Umberto Trasatti (Cgil).

Tutti costoro hanno confermato il problema sollevato dall’inchiesta giornalistica di questa testate mentre come voce fuori dal coro c’è stato lo scetticismo del presidente provinciale dell’Associazione costruttori (Ance) Gianni Frattale che ha parlato di allarmismi da suffragare.

Cialente ha anche annunciato l’invio della documentazione alla procura della Repubblica per l’apertura di un’inchiesta così come minacciano di fare alcune delle ditte coinvolte.

“È forte il grido di aiuto di queste imprese che, oggi, non si sentono tutelate dalla normativa in vigore e che lamentano un reale disagio economico – affermano in una nota i consiglieri firmatari del documento – Proponiamo, dunque, al fine di rendere chiare per tutti le modalità e le procedure che regolano i rapporti tra le ditte appaltatrici e quelle subappaltatrici e per velocizzare i pagamenti, di procedere a modifiche migliorative dell’articolo 11 bis della legge 99 del 2013”.

In particolare, i consiglieri propongono “di sostituire, ai fini delle spettanze relative allo stato di avanzamento lavori, la presentazione dell’autodichiarazione, da parte dell’impresa affidataria, attestante l’avvenuto pagamento di fornitori e subappaltatori, con quella delle fatture quietanzate”.

“Riteniamo infatti – concludono – che la politica, soprattutto in momenti di crisi, debba essere al fianco dei lavoratori e delle piccole imprese, vera spina dorsale dell’economia dei nostri territori”.