L’AQUILA – L’accusa di tentato omicidio è scattata perché non ci sono, tra le testimonianze, prove sul fatto che il giovane militare abbia soccorso la giovane dopo che la stessa era svenuta in mezzo alla neve con una grave emorragia e con una temperatura di almeno dieci gradi sotto lo zero.

Secondo la ricostruzione fatta dalla procura della Repubblica dell’Aquila, avvalorata dal giudice per le indagini preliminari, Giuseppe Romano Gargarella, che ha firmato l’udienza di custodia cautelare in carcere, se la giovane non fosse stata soccorsa dal gestore del locale e dagli addetti alla sicurezza che casualmente sono passati in quello spazio esterno al locale, la studentessa laziale che frequenta l’Università dell’Aquila sarebbe morta per ipotermia.