L’AQUILA – Si troveranno in aula l’uno di fronte all’altra la studentessa laziale dell’Università dell’Aquila e l’ex militare campano di stanza nel capoluogo abruzzese Francesco Tuccia, accusato di averla stuprata la notte tra l’11 e il 12 febbraio 2012 fuori una discoteca di Pizzoli (L’Aquila).

È cominciato intorno a mezzogiorno il processo di secondo grado presso la Corte d’Appello dell’Aquila, dopo la condanna del giovane in primo grado a 8 anni di reclusione.

La Corte, infatti, ha esaminato una serie di procedimenti fissati in precedenza di più rapida discussione e poi ha cominciato a trattare il caso più importante, quello appunto sulla vicenda della violenza sessuale.

La discussione dovrebbe occupare il resto della mattina e gran parte del pomeriggio, con il verdetto atteso, secondo quanto si è appreso, comunque per oggi ma in tardo pomeriggio o anche in serata.

I due protagonisti della vicenda sono arrivati di prima mattina poco dopo le 8.30, entrambi attorniati dai familiari. La ragazza vestita in nero con un cappello grigio e un tablet, l’altro vestito in chiaro con cravatta e capelli più lunghi rispetto al taglio militare che aveva nei giorni del processo di primo grado.

La difesa, con l’avvocato aquilano Antonio Valentini, punta a una riduzione della pena del giovane che è agli arresti domiciliari e che la mattina può uscire per andare a lavorare.

Ma l’obiettivo si fa più difficile alla luce del fatto che il procuratore Ettore Picardi nei motivi dell’Appello ha chiesto che a Tuccia venga contestata anche l’aggravante della crudeltà e delle sevizie.

Dopo la violenza definita “inaudita” dai giudici di primo grado, Tuccia ha lasciato la vittima svenuta in mezzo alla neve con la ragazza che è stata salvata dal personale della sicurezza nel corso di un giro di perlustrazione prima di chiudere il locale.

“Confidiamo di avere giustizia ricordando che, tra l’altro, il procuratore generale già in sede di motivi di appello nei mesi scorsi ha presentato istanza in merito alle aggravanti della crudeltà e delle sevizie”, ha dichiarato l’avvocato della giovane, Enrico Gallinaro. (alb.or. – b.s.)