L’AQUILA – Una lunga scia di sangue: sette vittime in trenta giorni sulle strade dell’Aquilano. 

Il tragico bilancio, come riporta Il Centro, si aggrava con la scomparsa del giovane di Arischia Tiberio Giorgi, morto dopo essere stato investito da un’auto mentre faceva footing.

Dall’incidente del 21 luglio scorso, nel quale ha perso la vita la giovane volontaria della Croce Rossa Cecilia Marottoli, scomparsa a soli 23 anni, l’escalation degli scontri con esito fatale è proseguita il 27 luglio con lo schianto di Cansatessa, che ha coinvolto Ruggero Antonelli, di 77 anni; il 29 luglio con lo scontro a Rocca di Cambio costato la vita ai coniugi Francesca Romana Agostinelli di 88 anni e Giorgio Ficola di 95 anni, quest’ultimo morto dopo alcuni giorni in Rianimazione; il 4 agosto con la scomparsa del motociclista Gianni Scuffia di 45 anni; il 5 agosto con l’incidente a Paganica che ha coinvolto Guido Morelli, di 84 anni, che si è spento alcuni giorni dopo il ricovero in ospedale. 

Quest’ultimo non è riuscito a superare i gravi traumi dello schianto avvenuto in prossimità di un distributore di carburante sulla statale 17 bis. 

All’elenco, si legge sulle colonne del Centro, si aggiunge ora la giovane vita spezzata di Tiberio Giorgi, di 22 anni. Il 50enne aquilano che lo ha investito è ora indagato per omicidio colposo.

La Procura della Repubblica dell’Aquila nell’ambito dell’inchiesta coordinata dal pm Fabio Picuti, ha disposto l’autopsia sul corpo dello sfortunato giovane investito probabilmente dopo essere inciampato nella parte finale di un sentiero dove stava facendo footing, che confina con la Statale 80. 

Il 50enne che stava tornando dal lavoro in una azienda agroalimentare di Campotosto (L’Aquila), ha raccontato di non aver potuto fare nulla essendosi trovato all’improvviso il giovane sulla sua auto. 

Non è stato incriminato dalla Procura della repubblica dell’Aquila per omicidio stradale e quindi arrestato perché le indagini avrebbero dimostrato elementi a sua discolpa: è stato infatti trovato negativo sia al test anti droga sia sul tasso alcolemico, inoltre dall’esame delle telefonate è emerso che non era al telefono e che ha usato il cellulare per dare l’allarme chiamando il 118.

Il 50enne è stato dimesso dall’ospedale anche se rimane in un forte shock.