L’AQUILA – Sono 1.451 i veicoli con intestazioni fasulle, alcune perfino a persone decedute, che venivano usati per fare rapine, scoperti e radiati dalla circolazione in Abruzzo nell’ambito di una complessa operazione della polizia Stradale in tutta Italia, denominata “Ghost car”, che ha portato alla cancellazione di oltre 10.000 automezzi usati quasi solo per commettere reati.

A rendere noti i dettagli regionali è stato il comandante del compartimento di Polizia stradale per l’Abruzzo, Mario Nigro.

La cancellazione dal Pubblico registro automobilistico (Pra) prelude al sequestro dei mezzi che avverrà nei prossimi mesi.

Per quanto concerne l’Abruzzo, la maggior parte dei mezzi interessati dall’operazione, 1.321, erano intestati alla società A.M. & C. di A.M., 36 anni, creata proprio per questo specifico scopo illecito.

La stessa ditta risulta anche aver esportato all’estero con falsa documentazione 104 mezzi già sottoposti a fermo amministrativo per sottrarli alla confisca, con un danno all’erario da 1,3 milioni di euro.

Molti veicoli sono risultati in uso a pregiudicati di etnia Rom e albanese con precedenti per furti e rapine in abitazioni e, più in generale, usati per compiere reati in Abruzzo e al Sud.

Tra gli intestatari fittizi accertati  ci sono anche S.V., 67 anni, che aveva intestati 58 veicoli, S.C., 54 anni, che aveva 25 mezzi a suo nome, entrambi originari del Frentano; e c’è anche un aquilano, M.M., 45 anni, con 47 veicoli a suo nome.

“Tutto è nato – ha ricordato il sostituto commissario della Polstrada abruzzese Danilo Ciucci – quando nella zona di Lanciano abbiamo bloccato una Audi A6 che era entrata e uscita più volte dall’autostrada abbattendo anche sbarre telepass e facendo un gran caos”.

Quel veicolo “era intestato a questa società, da lì ci siamo insospettiti e abbiamo incrociato dati. Abbiamo così verificato – ha aggiunto – che questa ragione sociale era in mano alla malavita albanese che la utilizzava per intestarsi veicoli, 1.300”.

Quanto agli utilizzatori delle auto fasulle, per il 40% erano dell’Est Europa, per il 30% nordafricani, per il 25% esponenti della criminalità comune e per il 5% di quella organizzata.