SULMONA – Si era invaghita di quel gigolò che le aveva fatto battere di nuovo il cuore dopo la scomparsa di suo marito. E pur di non stare senza lui, sarebbe arrivata anche a prostituirsi per procurarsi i soldi da dare al suo amato.

La storia arriva da Ateleta (L’Aquila). A raccontare come sono andate le cose è stata la stessa vedova, nell’udienza che si è tenuta al tribunale di Sulmona.

Tutto davanti al suo gigolò, Sergio D’Alessio, 58 anni di Napoli, che la donna, insieme alla cognata, ha mandato sotto processo per induzione alla prostituzione, ingiurie, minacce, stalking e violenza sessuale.

Le due infatti, dopo aver appreso di avere lo stesso amante, hanno messo in atto la “vendetta”.

Per un po’ di tempo avevano esaltato le performance amorose del “loro” uomo, senza sapere che stavano parlando della stessa persona.

Come scrive Il Centro, sotto le incalzanti domande del giudice e della difesa dell’imputato, la vedova avrebbe, però, fatto trasparire che la sua attività sessuale a pagamento sarebbe cominciata ancor prima dell’incontro con il bel gigolò.

A Castel di Sangro, con uomini del posto, ai quali avrebbe chiesto compensi in denaro in cambio di qualche ora d’amore.

Una rivelazione che ha portato alla sospensione della testimonianza della donna e al rinvio dell’udienza al prossimo 24 giugno.

La storia ha inizio nel novembre del 2010 alle due viene consigliato il numero di D’Alessio conosciuto on-line. Le due parenti, rappresentate dagli avvocati Andrea Liberatore e Gaetano Biasella, dopo aver contattato l’una all’insaputa dell’altra il napoletano, sono riuscite ad allacciare con lui una relazione.

Con i vari incontri, il gigolò sarebbe riuscito a guadagnare 3.500 euro con la prima e 3.100 con la seconda.

I difensori di D’Alessio sono gli avvocati Aldo e Gaetana Di Ianni.