L’AQUILA – “Un grande risultato, altrimenti saremmo stati nei guai seri, ma è solo un primo passo. Ora non è il caso di adagiarsi sugli allori”.
Massimiliano Mari Fiamma, segretario generale di Apindustria L’Aquila, esprime soddisfazione, ma invita a non abbassare la guardia, dopo il risultato ottenuto con lo stralcio dell’articolo 35 del disegno di legge Europa, in discussione ieri alla Camera, che imponeva la restituzione al 100% da parte delle imprese del cratere delle tasse sospese nei mesi successivi al sisma del 6 aprile 2009 superando la “legge Letta”, che fissava la restituzione scontata del 60%.
Questo ha provocato i dubbi dell’Europa, portandola ad avviare un’indagine di verifica. Ci aveva già provato l’ex ministro per la Coesione Territoriale, Fabrizio Barca, a tornare al 100% della restituzione, con ‘l’emendamento killer’ alla finanziaria che lui invece aveva definito legge dei ‘giusti’.
Se oggi passasse la linea dell’Europa, la restituzione “scontata” sarebbe consentita, quindi, solo a chi dimostra di aver avuto danni diretti dal terremoto, ed è proprio questo il nocciolo della questione.
“Ricordiamo che nel decreto era stato inserito questo art.35, recependo quello che aveva detto l’Europa senza colpo ferire – prosegue Mari Fiamma – Stralciandolo si ritorna alle condizioni di prima, il che vuol dire che abbiamo ancora da fare la battaglia, quella vera”.
Un lavoro maggiore per tutti, a partire da ora, secondo il segretario di Apindustria, che specifica: “Bruxelles ha chiesto alcune cose al governo, in realtà siamo noi a dovergli fornire gli strumenti. La battaglia a partire da questo momento dovrà essere tecnica e politica”.
“Dobbiamo preparaci a dare uno strumento tecnico al governo sul quale poter lavorare e dal quale poter partire – specifica – Stiamo raccogliendo i dati di tutte le aziende che sono circa 7 mila ed è un lavoro bestiale e difficile. Ci sono alcuni danni non quantificabili, come quelli di tipo commerciale e quindi difficilmente dimostrabili”.
La vera sfida da affrontare è quella politica, secondo il segretario, alla quale tutti “dobbiamo lavorare: istituzioni locali, governo ed Europa. Non è possibile che ogni volta bisogna andare a dimostrare che non ci sono stati aiuti di Stato. Un lavoro lungo e complesso che si può ottenere solo rimanendo uniti”.



