TORTORETO – A Tortoreto (Teramo) è stata istitutita una commissione consiliare di indagine con l’obiettivo di fare chiarezza sul caso degli stipendi gonfiati in municipio. Lo ha deciso ieri il consiglio comunale, approvando la proposta dei gruppi di opposizione. Intanto continua l’indagine della Procura di Teramo per truffa aggravvata. Nella bufera c’è un dipendente dell settore Economato del Comune, accusato di aver “ritoccato” le proprie buste paga. Secondo il primo conteggio, sarebbero 80mila gli euro presi indebitamente dal funzionario. Il dipendente ha ammesso le proprie responsabilità e per il momento è rimasto al lavoro, pur trasferito in altro settore del municipio.
“Chi lavora onestamente per la nostra comunità – e ce ne sono tanti – merita rispetto e tutela. Al contrario, episodi come quelli saliti agli onori delle cronache locali gettano un’ombra pesante sull’Ente e lasciano un sapore amaro in bocca a chi vive e ama Tortoreto. Di fronte a questa situazione, era naturale – anzi, doveroso – proporre l’istituzione di una Commissione che faccia chiarezza su fatti e comportamenti non proprio edificanti”: così scrivono in una nota le consigliere del gruppo di opposizione “Tortoreto al centro” Libera D’Amelio e Martina Del Sasso, tra le firmatarie della richiesta di istituzione della commissione.
In consiglio, proprio D’Amelio “ha sottolineato quanto sia importante ricostruire ogni passaggio della vicenda, verificare tutto con la lente di ingrandimento e andare oltre le apparenze per arrivare a capire davvero cosa sia successo. Attenzione, però: qui non parliamo di caccia alle streghe ma di eventuali inadempienze economiche, politiche o amministrative. Preferiamo parlare di esigenza di verità. Un principio semplice che ci guida: se qualcosa non quadra, è giusto guardare dentro fino in fondo”.
Quindi l’attacco al sindaco Domenico Piccioni nella nota delle due consigliere: “Certo, i consiglieri di maggioranza hanno approvato l’istituzione della Commissione. Ma c’è un dettaglio che lascia davvero basiti: il silenzio del sindaco. Già, perché mentre in aula si discuteva di trasparenza, fiducia e dignità, lui è rimasto in silenzio. Nessuna dichiarazione, nessun commento, nemmeno un accenno di solidarietà verso chi, in questa vicenda, ha subìto danni d’immagine e personali. Nulla di nulla. Sarà stata una scelta strategica? Un attacco di afonia politica? Chissà. Quel che è certo è che di fronte a una situazione così complessa e delicata, sarebbe stato auspicabile almeno un segnale, una parola, un contributo per fare sentire la sua voce”.






