L’AQUILA – “Non solo L’Aquila e Pescara ma l’intero Abruzzo hanno bisogno di un collegamento moderno e veloce tra il capoluogo di regione e la città più importante a livello economico. È necessario che la statale 17 nel tratto tra L’Aquila e San Pio della Camere sia trasformata in una strada a quattro corsie e a scorrimento veloce”.

Carlo Taddei, 58enne patron del gruppo Edimo, lancia un vero e proprio appello a tutti i decisori nell’azione di ammodernamento della Ss 17.

L’industriale interviene nel dibattito che in questi giorni sta caratterizzando il territorio regionale, una discussione attivata dalla presa di posizione di alcuni amministratori e gruppi di cittadini dell’Aquilano che hanno presentato alla Regione alcune ipotesi di variazione del progetto di modernizzazione dell’importante arteria stradale.

Fare gli interessi della gente e del territorio è l’unico obiettivo dell’imprenditore, originario di Poggio Picenze (L’Aquila), a capo di un gruppo che ha il suo insediamento principale proprio in quel comune, nel quale lavorano oltre 700 persone impiegate nel campo delle grandi realizzazioni industriali.

Qual è la situazione attuale?

La Ss 17, che si riallaccia alla vecchia Tiburtina, è d’importanza strategica per la popolazione abruzzese: per il collegamento L’Aquila-Pescara e quello con l’area metropolitana Chieti-Pescara, oltre che con comuni intermedi anche di notevole rilevanza, come Sulmona e Popoli. È la strada che tutti i cittadini si aspettavano a quattro corsie, ma così non è stato. Dall’altra parte, abbiamo assistito alla realizzazione di tratti quali l’autostrada A25 Roma-Pescara, la Teramo Mare, e il tratto Pizzoli-Montereale della L’Aquila-Amatrice: tutte a quattro corsie, con l’eliminazione delle curve, senza rotatorie e con gli svincoli.

Perché a suo avviso è accaduto questo?

Le motivazioni sfuggono alla comprensione generale, però oggi non si può non volere un collegamento rapido, sicuro ed efficiente fra L’Aquila, Pescara e la provincia di Chieti. La prova di quello che sto dicendo è evidente se si esamina la realizzazione del tratto della 17 compreso tra San Pio delle Camere (L’Aquila) e Navelli (L’Aquila), dove esisteva una strada rettilinea, la vecchia Piana di Navelli, sostituita da una strada con curve e rotatorie a distanza l’una dall’altra di due-tre chilometri. Tanto è vero che l’attuale percorso stradale, quello modernizzato, lo si percorre a 50 chilometri all’ora, quindi a velocità molto al di sotto dei limiti consentiti, mentre il vecchio tracciato si percorreva a 90 chilometri all’ora, ad andatura regolare e costante. Per questo motivo, molti cittadini decidono di andare a Pescara attraverso l’autostrada che passa per Avezzano, oppure per la A24, la Teramo Mare e poi la A14.

Quali gli effetti sul mondo produttivo?

È in tale contesto che si inserisce la posizione dell’azienda Edimo, che è poi la stessa delle altre realtà imprenditoriali aquilane, che hanno subìto e subiscono conseguenze negative a partire da questa situazione. Infatti le decine di mezzi pesanti che quotidianamente partono dagli stabilimenti Edimo per l’Italia e per l’estero, come quelli delle altre aziende, alla luce del difficoltoso transito devono forzosamente utilizzare tratti di strada più lunghi. Ripeto, non si comprende il motivo per cui quei collegamenti sono stati coperti con arterie a scorrimento veloce mentre quello tra San Pio e Navelli è stato fatto come fosse una normale strada urbana. Ricordo che tipologie di strade a velocità ridotta si possono realizzare soltanto nelle adiacenze di arterie a scorrimento veloce, tipo la vecchia statale 16 oppure le autostrade, come la A25, quando vengono concepite e realizzate non vicine a queste arterie devono essere a quattro corsie. Pertanto, se il progetto di realizzazione della strada San Pio delle Camere-L’Aquila verrà strutturato come quello già modernizzato, non potremo che definire quel tratto strada urbana, quindi non migliorato rispetto all’esistente, con la conseguenza di maggiore tempo di percorrenza e di minore sicurezza nonostante il cospicuo investimento.

Che cosa chiede concretamente?

Che le volontà politiche e tecniche concepiscano e realizzino il nuovo tratto di strada San Pio-L’Aquila con l’obiettivo di renderlo a scorrimento veloce e funzionale a un miglior collegamento tra le due città più importanti. Se ciò non dovesse avvenire svanirà il sogno di rendere il capoluogo più vicino a Pescara e alla fascia adriatica, con grave danno e ingiustizia per tutti gli abruzzesi.

Lei fa un appello a 360 gradi.

Certo e mi rivolgo ai rappresentanti degli enti preposti e alla politica affinché si mettano in campo le iniziative per progettare e realizzare una strada degna dell’importanza sociale, economica e produttiva del territorio abruzzese. Ringrazio l’Anas per la sensibilità mostrata nel recepire le istanze di variazione del progetto formulate da alcuni Comuni e dalle popolazioni interessate dal tratto L’Aquila-San Pio delle Camere. (red)