L’AQUILA – “Sono arrivato in Italia nel 1988, ho vissuto a Roma per un anno e mezzo, prima di conoscere la famiglia Fatigati. Tramite loro sono arrivato all’Aquila. E poi mi ha raggiunto la mia famiglia. Ora mi trovo come se questa fosse la mia terra, in Macedonia mi sento straniero!”.
È questa la storia di Stanisa Eftoski, imprenditore macedone che ha fatto fortuna nel capoluogo abruzzese, aprendo il ristorante Passaparola e il distributore Esso. Qui all’Aquila riesce a condurre una vita “tranquilla, normale”.
“In Macedonia negli anni ’80 non c’era lavoro, non si sapeva come sarebbe andata a finire – spiega ai microfoni di AbruzzoWeb – poi è scoppiata la guerra e siamo venuti qui. Ed è andata molto bene”.
A Stanisa è mancata l’amicizia, appena arrivato in Italia non aveva punti di riferimento e avere gli amici e i parenti lontani non è mai facile, ma “Insieme a lui sono arrivati anche i figli, erano piccoli e si sono trovati subito bene. Hanno imparato la lingua e si sono ambientati, sono tutti aquilani di adozione, fuggiti dalla guerra che ha “sfasciato tutto quanto” e li ha portati a tornare indietro di 40 anni, perdendo tutto.
Grazie alla sua fortuna, Stanisa ha potuto aiutare anche un suo amico che a causa del conflitto si è trasferito qualche giorno all’Aquila e ora vive a Roma, insieme alla sua famiglia.
La notte del 6 aprile 2009 ha segnato anche la sua vita, “Ho fatto entrare le persone nel bar, per dare un riparo, gli ho dato tutto quello che volevano, tutto gratis, ma solo le cose che non si sono rotte”.






