L’AQUILA – “Nonostante i numerosi tentativi di dialogo, che, invero, non hanno sortito esito alcuno, siamo costretti a prendere posizione in maniera ferma e decisa nei confronti dei vertici dell’Ance dell’Aquila”.

È quanto si legge in una nota siglata da “I costruttori firmatari della mozione di sfiducia”, circa un’ottantina, riportata dall’agenzia Agi.

Una nuova bufera sull’Associazione nazionale costruttori edili aquilana, dopo che a fine luglio si è dimesso il componente del Consiglio d’amminitrazione, Giulio Vittorini, lanciando strali sul presidente, Filiberto Cicchetti (nella foto), e chiedendo la testa sua e dei vertici provinciali.

“La nostra mozione di sfiducia, minacciata più volte al presidente e alla Giunta dell’associazione – si legge nella nota – vuole essere un segnale chiaro e forte verso una dirigenza che, lungi dal tutelare e fare propri gli interessi dell’intera categoria, opta, invece, per una politica personalistica e rappresentativa delle ragioni di pochi”.

“In questa ottica – proseguono gli insorti – si estrinseca, principalmente, il malcontento delle sezioni territoriali dell’associazione che, appunto, lamentano una scarsa attenzione dell’attuale dirigenza dell’Ance alle ragioni e alle problematiche di una categoria che, tra l’altro, vive un momento problematico e di non poche difficoltà”.

“Il sisma che ha devastato la città dell’Aquila – sostiene la nota – ha, infatti, ridisegnato situazioni e contingenze che hanno richiesto e richiedono tutt’ora attenzioni particolari per un’attività delle imprese che sia sempre più mirata e sempre più puntuale”.

“Si avverte, insomma – rileva la nota – la mancanza di progettualità e di iniziative a beneficio della categoria che andrebbe invece tutelata, in tal senso, a 360 gradi”.

“Ieri – l’attacco finale – sull’argomento si è svolta una riunione, che ha visto la partecipazione di numerosi costruttori, al termine della quale è stato deciso che in sede della prossima assemblea dei soci fissata per la fine del mese di settembre saranno portate sul tavolo della discussione tutte le problematiche sopra esposte, con la contestuale richiesta di dimissioni dei vertici dell’organismo associativo e successive elezioni”.

LA REPLICA DELL’ANCE

L’AQUILA – I vertici Ance dell’Aquila non ci stanno e passano al contrattacco. A poche ore dalla durissima lettera degli imprenditori con la quale si invocano la rimozione dell’attuale dirigenza dell’associazione, con una nota, la Presidenza ed il Direttivo degli edili aquilani hanno emesso un comunicato per replicare ad accuse e critiche.

“La Presidenza e il Direttivo di Ance L’Aquila apprendono ora che alcuni titolari di imprese, al di là dei chiarimenti ottenuti, tornano ad assumere  posizioni discordanti nei confronti dei vertici dell’Ance minacciando iniziative in occasione della prossima assemblea associativa. In  sostanza, nonostante i chiarimenti e i riconoscimenti inopinatamente, per non dire strumentalmente (magari per anticipare il rinnovo della cariche sociali di prossima scadenza) c’è chi preferisce dissotterrare l’ascia di guerra”.

“Intanto la Presidenza e il Consiglio direttivo, pur riservandosi più appropriate valutazioni in sede più consona, respingono decisamente e sdegnosamente ogni critica diffamatoria sul loro comportamento (che invece è ed è stato leale e trasparente), in particolare respingono la falsa affermazione che Presidenza e Direttivo (di Ance L’Aquila) avrebbero attuato “una politica personalistica e rappresentativa delle ragioni di pochi”.

“Comunque il Presidente e il Consiglio Direttivo fanno rilevare che i costruttori apparsi ultimamente critici a fine di un percorso operativo avrebbero potuto benissimo esternare osservazioni – critiche nella sede più opportunamente deputata che è quella dell’Associazione dove avrebbero potuto incontrare, com’è nel loro diritto, Presidente e Consiglio Direttivo che non avrebbero fatto mancare le informazioni sulle iniziative già adottate e da adottare”.

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