L’AQUILA – “Troppi soldi destinati alle infrastrutture abruzzesi che dovrebbero essere utilizzati per L’Aquila sono portati altrove. Ci chiediamo se queste decisioni siano ragionate o prese dimenticando l’impellenza della ricostruzione”.
Questa la denuncia del consigliere provinciale Pierpaolo Pietrucci che questa mattina nella sede del Partito democratico, insieme al capogruppo in Comune, Maurizio Capri, e al segretario cittadino dei democrat, Stefano Albano, si è espresso in merito alla destinazione dei 962 milioni di euro di fondi regionali destinati alle infrastrutture abruzzesi.
Di questa somma, infatti, ben 76 milioni di euro, precedentemente programmati per la messa in sicurezza del terzo traforo del Gran Sasso, sono stati destinati a progetti di opere di viabilità che interessano Ortona (Chieti) e Pescara.
Una rimodulazione economica decisa del presidente della Regione, Gianni Chiodi “che scippa L’Aquila di fondi più che mai necessari”, come hanno detto i tre.
“Ci chiediamo – ha argomentato Pietrucci – se Chiodi, responsabile di tale destinazione dei fondi, si sia consultato con qualcuno prima di approvare il provvedimento e come mai la somma non sia stata utilizzata per L’Aquila”.
Il consigliere provinciale ha poi tenuto a ricordare la necessità di interventi sulla rete stradale aquilana, in particolare la tratta L’Aquila-Amatrice, un’opera iniziata 30 anni fa il cui terzo lotto è ancora in attesa di essere sbloccato.
“C’è bisogno di fare squadra – ha aggiunto poi Albano – al di là delle appartenenze politiche. L’appello che lanciamo, sia a sinistra che a destra, è di far sì che queste denunce siano condivise operando un ragionamento non meramente politico ma di territorio. Solo insieme potremo portare avanti la battaglia per il bene dell’Aquila”.
“Troppo spesso – ha concluso Capri – ci troviamo di fronte a una politica scellerata rispetto alle scelte. Oltre a esserci totale assenza di attenzione da parte della Regione, c’è anche carenza di rappresentanza politica in città”.
Tra le soluzioni proposte dal consigliere, la costruzione di una “rete politica che coinvolga la popolazione e una maggiore attenzione per L’Aquila che andrebbe tutelata ai sensi dell’articolo 9 della Costituzione”, che promuove la tutela del paesaggio e del patrimonio storico e artistico della Nazione.





