L’AQUILA – “Non c’è confusione in società. Siamo ancora speranzosi per il ripescaggio in Lega Pro, se così non sarà puntiamo forte a risalire subito dalla Serie D. Sento tante voci che evidentemente puntano a destabilizzarci, ma noi siamo compatti. E la ricapitalizzazione da 600 mila euro lo dimostra, in attesa che, lo speriamo tutti, entri anche Iannini in società”.
Così Corrado Chiodi, presidente dell’Aquila Calcio da poco retrocessa in Serie D, dopo il Consiglio di amministrazione di ieri che ha portato ad una ricapitalizzazione da 600 mila euro, con l’84 per cento dei soci presenti e con le assenze di Valentini e Cipriani “per ragioni di lavoro”, come spiegato dallo stesso Chiodi ad AbruzzoWeb.
Il Cda arriva comunque in un momento di rabbia della tifoseria, per quella che reputano una gestione assolutamente inadeguata della questione rossoblù – nonostante le promesse fatte a un gruppo di fedelissimi in una cena – a cominciare dal mancato ingresso in società di Davide Iannini, figlio dell’imprenditore Eliseo, ma pure per la scelta di proseguire il lavoro con il ds Alessandro Battisti, che ha ancora un anno di contratto, scelta che evidentemente stride con il fallimento sul campo della squadra, allestita in modo deficitario a partire dai piani alti del sodalizio.
“Con Battisti si proseguirà sia in Lega Pro che in D – taglia corto Chiodi – mentre non è affatto vero che si punta a riconfermare il tecnico Carlo Perrone. Come non è vero che il mancato ingresso di Iannini è dovuto a diverse vedute sull’aspetto tecnico. Per noi, sia Eliseo che suo figlio Davide sono un valore aggiunto, speriamo tutti che la titubanza di questi giorni lasci spazio a una rinnovata voglia di entrare a far parte della società”.
“Segnalo anche il ritrovato entusiasmo di Massimo Mancini (contestatissimo vice presidente dimissionario rimasto socio, ndr) – precisa il numero uno della società rossoblù – tra i primi a dare una spinta alla ricapitalizzazione, passata da 400 mila 600 mila euro”.
Poi, un passaggio sul possibile ruolo decisivo in certe scelte da parte di Ercole Di Nicola, ex responsabile dell’area tecnica finito prima in carcere e poi ai domiciliari, poi revocati, nell’ambito dell’inchiesta Dirty Soccer per il calcioscommesse, inchiesta per cui L’Aquila Calcio ha finito con l’essere penalizzata sia economicamente, sia in classifica, con sette punti in meno.
“Se c’è Battisti, di certo non può esserci Di Nicola, neanche nell’ombra”, la risposta di Chiodi.
Sul capitolo stadio Acquasanta, altro tasto dolente del calcio aquilano, il presidente afferma che “durante l’incontro di ieri con il sindaco Massimo Cialente, ho avuto rassicurazioni per la consegna dell’impianto per la prima metà di luglio”.
Una data che, visti i tempi biblici, i pastrocchi burocratici ed i continui rinvii all’ordine del giorno da anni, non può certo tranquillizzare la tifoseria rossoblù.






