L’AQUILA – “Nella saga delle ipocrisie si accumulano nuove puntate. Ognuno cerca di smarcarsi rispetto a procedure mai contestate in precedenza e autorizzazioni che i diversi enti hanno rilasciato attraverso i propri uffici anche recentemente”.
CENTRALE BIOMASSE: GIULIANTE, ”DA COMUNE L’AQUILA SOLO IPOCRISIE”
Il consigliere regionale Gianfranco Giuliante commenta così il voto all’unanimità della Commissione territorio del Comune dell’Aquila contro la centrale a biomasse e l’invito al il sindaco, Massimo Cialente, a richiedere la convocazione di una conferenza inter istituzionale per rivisitare le procedure che hanno portato all’autorizzazione.
“Ci sono solo due modi possibili per ottenere la riapertura di una procedura conclusa con il rilascio di una autorizzazione – spiega Giuliante – Che i soggetti che hanno partecipato ritirino i pareri precedentemente espressi per competenza adducendo motivazioni giustificative, oppure, che il sindaco si esprima attraverso un parere igienico-sanitario negativo che diventa vincolante per la non prosecuzione dell’opera. Ed è l’unico a poterlo fare!”.
“Né d’altra parte si può eccepire la sopravvenienza di nuove impedenze visto che anche recentemente Comune e Provincia hanno confermato i loro pareri (luglio-agosto 2013) ovvero si sono ri-espressi circa la fattibilità dell’intervento”, prosegue.
“Circa poi la presa di distanza sottolineata financo con stizza”, Giuliante specifica che il parere positivo della Provincia, è arrivato nel dicembre 2009, proprio “sotto la presidenza di Stefania Pezzopane, con protocollo n. 62992″, e etichetta gli attuali amministratori provinciali come “portatori sani di una protesta in ritardo”, arrivata dopo 60 giorni dal parere favorevole della Provincia.
“Singolare”, secondo il consigliere regionale, appare infine l’interrogazione della senatrice del Movimento 5 stelle Enza Blundo che, oltre a pretendere il “commissariamento degli enti locali da parte dello Stato, chiede al Consiglio superiore della magistratura di mettere sotto osservazione il Tar e la procura per decisioni che debbono ancora essere prese e indagini che si ipotizza debbano essere svolte”.
“Chi ignora regole e competenze è tecnicamente ignorante – conclude – Preciso alla insegnante Blundo che a chi ignora la lingua italiana riserva il participio presente del verbo ignorare. Il resto è conseguenza”.
Intanto...
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