L’AQUILA – “Mi rendo conto che vivere con la cassa integrazione è quantomai impossibile e me ne duole, ma la Scuola nazionale di cinema, come mi dicono, non può sostenere da subito più di tre impiegati”.

Alza bandiera bianca Andrea Tatafiore, avvocato aquilano e amministratore unico dell’Accademia dell’Immagine dell’Aquila, che risponde aquanto affermato dal segretario provinciale della Cgil, Umberto Trasatti, sulle difficoltà dei dieci impiegati non ricollocati dopo la trasformazione dell’istituzione culturale, che oggi vivono con una Cig ridotta del 40 per cento.

Secondo Tatafiore, per il momento di riassorbimento non se ne parla, il budget va usato non per il personale ma per mantenere una formazione di alto livello. C’è però un impegno a fare qualcosa di più per il futuro.

Proprio a tal riguardo, l’amministratore unico riferisce infatti che “è stato fatto un accordo con i tre soci dell’Accademia, Comune, Provincia e Regione, per impegnarsi ad acquisire fondi per riassumere gradualmente nel tempo tutto il personale”.

“Io e il sindacalista Trasatti – ricorda Tatafiore – abbiamo sollecitato l’impegno della Snc per intraprendere nuovi percorsi e dare la possibilità a tutti i dipendenti di tornare al loro posto di lavoro. La Scuola di Roma ha accettato che questo avvenga”.

A parte queste dichiarazioni di principio, tuttavia, la strada per salvare i posti di dieci lavoratori sembra ancora lunga.

“Tutti gli impiegati dell’Istituto – prova a giustificarsi l’amministratore – sapevano che i debiti c’erano, visto che sono stati fatti negli anni  in cui loro lavoravano. L’Accademia riceveva dai soci 350 mila euro di budget annuo e il costo lordo dei dipendenti era di almeno 375 mila euro. Come possono puntare i piedi in questo modo, ciechi di fronte alla situazione che hanno vissuto?”.

“Non possono chiedere – conclude  Tatafiore – di riavere subito e tutti il posto di lavoro, visto che i 350 mila euro che riceverà quest’anno la Scuola nazionale di cinema saranno spesi non solo per pagare il personale, ma per fare le lezioni e mantenere alto lo standard d’istruzione”.