L’AQUILA – “Ho parlato di questa selezione in tre occasioni”.
Così il direttore dell’ufficio speciale per la ricostruzione dell’Aquila, Paolo Aielli, ai microfoni di AbruzzoWeb spiega che, a differenza di quanto affermato, il Comune dell’Aquila e in particolare il sindaco Massimo Cialente sapevano del bando per 23 co.co.co. che si andranno ad aggiungere per un anno ai vari lavoratori di concorsone e concorsino.
“Primo, attraverso il sito Internet. Secondo, di fronte ai 57 sindaci del ‘cratere’, non dico 56 (in riferimento quindi anche a Cialente, ndr), l’ho fatto a Fossa. La terza occasione è stata la seconda commissione del Comune, presenti maggioranza, opposizione e tutti gli ordini professionali”, ha elencato Aielli.
“Ho annunciato che avrei fatto una selezione per ulteriori 23 esperti che mi aiuteranno per un anno, quindi non sono assunzioni a tempo definitivo, per affrontare la situazione che noi ereditiamo dal passato, che sono circa 3.400 pratiche, più quelle che ovviamente si stanno aggiungendo con la nuova procedura – ha proseguito – Per smaltire almeno la parte iniziale del lavoro ritengo necessario e opportuno fare questo”.
Interrogato sulla nota del Comune capoluogo che invece gli scaricava ogni responsabilità, Aielli ha affermato di non essere rimato contrariato. “Assolutamente no – ha detto – ognuno si prende la responsabilità di quello che fa e io mi prendo la responsabilità di quello che faccio”.
Il direttore Usra ha provato a respingere anche l’obiezione che l’avviso fosse seminascosto tra le pagine web. “Se vogliamo disquisire sulla grafica, tutto è migliorabile. Sappiate che sul sito pubblico tutto, qualsiasi atto”, ha detto.
Infine, rispetto a chi è idoneo nel concorsone senza averlo vinto e quindi per ora resterà fuori, “sono figure professionali diverse, il bando non ha lo stesso target che aveva il concorsone. Questi sono esperti che hanno svolto attività di valutazione in altri terremoti in modo estremamente tecnico e specifico – ha concluso Aielli – A me queste persone servono per un anno”. Alberto Orsini






