L’AQUILA – “Non si è mai parlato di estendere dai precari della Giunta regionale anche ai portaborse dei consiglieri e il testo approvato non contempla questa tesi”.
A due giorni dall’approvazione dell’emendamento che ha sollevato il caso, è costretta a intervenire ancora una volta Federica Carpineta, assessore regionale al Personale.
Segno evidente, questo doppio intervento, che la questione è spinosa e il quadro ancora poco chiaro, anche perché, a leggere il testo dell’emendamento alla variazione di bilancio, spazio di manovra per i portaborse, e non solo per loro, ma anche per i precari degli enti strumentali, sembra esserci eccome.
Non la pensa certo così la Carpineta, che firma una nota congiunta con una serie di sigle sindacali: Cisl, Uil, Csa, Direr, Confsal/Fenel.
Sindacati che appaiono spaccati, vista l’assenza della Cgil e visto soprattutto quanto dichiarato sulla legge dal segretario regionale funzione pubblica, Carmine Ranieri: “è inutile e iniqua, e non risolve il problema dei precari”.
“Il testo approvato – scrivono la Carpineta e i sindacati concordi – è la trasposizione di quanto concordato nella riunione del 5 novembre tra l’assessore alle Risorse umane della Regione Abruzzo, Federica Carpineta, e tutti i rappresentanti delle diverse sigle sindacali”.
“Quanto è stato concordato in quella riunione – precisano – altro non è che il risultato dell’intenso e positivo confronto al quale hanno partecipato le stesse sigle sindacali”.
“Mai, in quella sede di confronto – assicurano l’assessore e le sigle – è stata affrontata l’ipotesi di inserire sia nella concertazione sia poi nelle successive previsioni legislative o amministrative, stabilizzazioni, riserve di posti o valorizzazioni di anzianità nei concorsi per i lavoratori che hanno maturato esperienze nelle segreterie politiche o nei gruppi consiliari della Regione Abruzzo”.
“Ciascuno dei partecipanti alle riunioni di concertazione, infatti – concludono – era ed è ancora perfettamente consapevole che una simile ipotesi non era assolutamente ammissibile. Non se ne è mai parlato. Non si poteva farlo e nessuno pensava che si potesse fare, perché la legge non lo ammette”.






