SPOLTORE – A Spoltore (Pescara) la lotta al gioco d’azzardo e alla ludopatia è all’ordine del giorno.
Ed ha anche un video, presentato nei giorni scorsi, a supporto: Stop The Game, videoclip girato a Spoltore che ha come protagonisti i ragazzi della scuola media “Alighieri” che esortano a giocare responsabilmente con un messaggio chiarissimo:”Il gioco d’azzardo può creare dipendenza psicologica e può portare a disastri economici perché si possono perdere molti soldi, lasciati aiutare”.
Nella loro semplicità queste parole dei più piccoli riescono a dare l’idea della gravità del problema ecco perché il progetto, avviato dal consigliere comunale con delega alla Sanità Nada Di Giandomenico, tenta di dare spazio alla prevenzione sin dalla giovane età, non solo attraverso l’informazione ma anche attraverso sportelli d’ascolto.
“Ritengo che questo problema vada affrontato in modo serio quindi continueremo ad insistere – spiega la Di Giandomenico – purtroppo ha raggiunto delle dimensioni troppo ampie. Certamente non abbiamo le facoltà, ora, di sradicare il problema ma almeno cerchiamo di mantenere accesa l’attenzione su di esso e non è un caso se insistiamo anche sulle scuole, è importante che i ragazzi imparino e crescano consapevolmente”.
“Come amministrazione – le parole del sindaco Luciano Di Lorito – abbiamo sposato subito il progetto per il sostegno del cittadino e già altri Comuni, come Pescara, mi hanno chiesto delle informazioni dettagliate in merito proprio perché c’è l’esigenza di intervenire di fronte a questo problema su tutto il territorio”.
Il gioco d’azzardo, del resto, ha assunto dimensioni eccessive anche se non ancora ben chiare vista la fase di analisi e di studio che il problema sta attraversando. Si tratta di un fenomeno che colpisce soprattutto quella fetta debole della popolazione che risulta tale anche perché stremata dalla lotta quotidiana contro la crisi sempre più soffocante.
Ed ecco che allora il gioco diventa una compagnia in caso di solitudine, una speranza di guadagno in caso di povertà, un passatempo in assenza di lavoro e sfocia in una vera e propria dipendenza comportamentale riconosciuta come un disturbo compulsivo complesso che può comportare gravi disagi per la persona, derivanti dall’ incontrollabilità del proprio comportamento di gioco.
“La prevenzione è indispensabile quando si parla di ludopatia – afferma Moreno Di Pietrantonio, responsabile dell’Area Ludopatia del Sert di Pescara – ed ecco perché è importante che le amministrazioni intervengano a livello nazionale, regionale e come in questo caso comunale”.
“Ogni anno – aggiunge – ci sono 85 miliardi di euro giocati, il 12 per cento della spesa delle famiglie. Ci sono 15 milioni di giocatori virtuali in Italia e ci sono due milioni di cittadini a rischio patologico, 800mila sono i giocatori già malati; sicuramente i numeri sono maggiori ed ecco perché bisognerebbe anche investire nella ricerca: tutti abbiamo la necessità di capire qual è la situazione reale in Abruzzo per poter far di più”.
Per Marinella Sclocco, assessore regionale alle Politiche sociali, “ci troviamo di fronte ad uno stato di emergenza, ma purtroppo il pubblico non ce la fa sempre a coprire i bisogni del territorio perché le emergenze sociali sono tantissime; è dal ’98 che nella Regione Abruzzo non c’è una legge che regoli il sociale, anche i trasferimenti dello Stato sono diminuiti e se nel 2009 la Regione ha avuto 16 milioni di trasferimenti, da un dato del 2012 emerge che ne ha avuti solamente 266 mila”.
“Con un taglio cosi netto, il terzo settore deve intervenire lì dove le istituzioni non riescono e quindi bisogna cercare di creare una maggiore collaborazione anche con i privati – conclude l’assessore – Abbiamo in Abruzzo, e credo in tutta Italia, delle fondazioni bancarie che continuano a finanziare le fiere e le feste di paese, che per l’identità di un territorio sono importanti, ma in questo momento storico di difficoltà economica che spezza le gambe alle nostre famiglie, mi sembra assurdo che abbiano finanziamenti fiere che hanno un’importanza sociale ma non rappresentano un’emergenza come la ludopatia”.






