SPOLTORE – “Maggior controllo sulla circolazione dei contenuti online di carattere ingiurioso e offensivo verso le istituzioni locali, alla stregua di quanto sta avvenendo a livello nazionale. Gli strali contro questo atto vengono da chi vuole confondere la critica con l’ingiuria e la diffamazione”.
Questo l’assunto alla base della contestata delibera approvata a Spoltore “a tutela dell’immagine dell’amministrazione comunale e dei dipendenti”, come spiega ad Abruzzoweb il vice sindaco del Comune pescarese, Enio Rosini.
L’atto è stato approvato dalla Giunta lo scorso 14 maggio ed è finito al centro di vivaci polemiche: il documento prevede l’istituzione di un servizio di monitoraggio periodico di social network e blog per scovare eventuali contenuti lesivi della dignità dei pubblici amministratori e in quel caso procedere legalmente nei confronti dei responsabili.
Inizialmente era previsto che fosse l’addetto stampa a occuparsi del monitoraggio e della successiva trasmissione del materiale ai legali del Comune, poi il compito è stato dato all’ufficio Contenzioso.
L’opposizione si è scatenata parlando di “delibera bavaglio”, il consigliere regionale del Popolo della libertà Ricardo Chiavaroli lo ha definito un atto “disonorevole” e “illiberale”.
Le intenzioni della Giunta targata Luciano Di Lorito, però, sembrano essere state tutt’altro che censorie.
“La delibera, in linea con quelle che sono le norme in materia – spiega Rosini – non mette in discussione il diritto di critica, ma assume un mero carattere organizzativo interno dell’ente. Vogliamo tutelare i nostri dipendenti contro le offese e le ingiurie. Se ci si limita alla critica, non ci sarà nessun problema”.
Come spiega Rosini, che confessa di essere “uscito da Facebook dal 2008 visto che era una piazza virtuale senza regola”, la delibera prende le mosse anche dai recenti fatti di carattere nazionale, con le minacce ricevute via web dalla presidente della Camera dei deputati, Laura Boldrini, che ha poi invocato un maggior controllo sulla circolazione dei contenuti online. Una posizione sostenuta anche dal capo dello Stato, Giorgio Napolitano, e dalla quale poi la Boldrini ha fatto un passo indietro, dichiarando di non aver mai parlato di una legge per il web.
La questione della scarsa governabilità dei contenuti web, sempre più spesso ‘sporcati’ da minacce e insulti soprattutto sulle piazze virtuali di blog e social network, in barba a ogni netiquette (insieme di regole che disciplinano il comportamento di un utente di Internet nel rapportarsi con gli altri navigatori) inizia a sensibilizzare anche e istituzioni locali.
“Gli strali vengono da chi vuole confondere la critica con l’ingiuria e la diffamazione – spiega ancora Rosini – e le reazioni scomposte di questi giorni ci stanno dando ragione. Chi ha criticato aspramente la delibera non l’ha neanche letta. Mi stupisco che ci siano laureati in giurisprudenza tra chi ha criticato questo atto. Infatti, abbiamo fatto un richiamo normativo ben preciso alla legge che impone la tutela dei propri lavoratori sia dal punto di vista fisico sia dell’onorabilità”.
Alla consigliera di opposizione Marina Febo, che ha parlato di utilizzo di fondi pubblici per tutelare “posizioni individuali”, il vice sindaco replica: “non ci saranno costi in più. L’ufficio Contenzioso si occuperà di questo monitoraggio. Se non ci saranno reati, inoltre, non ci saranno incarichi legali quindi nessun dispendio di risorse”.






