PESCARA – Nell’interrogatorio con i pm pescaresi, il presidente del Consiglio regionale, Nazario Pagano, ha rivendicato, “a fronte di una chiara accusa di sperpero di denaro pubblico, la ferma politica adottata di drastica riduzione dei costi della politica e delle spese di rappresentanza”.
Lo si legge in una nota diffusa dopo il colloquio con i magistrati per l’inchiesta sulla “Rimborsopoli” abruzzese.
LA NOTA COMPLETA
Il presidente del Consiglio regionale, Nazario Pagano, in occasione dell’interrogatorio reso ai magistrati della procura di Pescara ha chiarito la propria posizione in relazione alle contestazioni contenute nell’informazione di garanzia notificatagli.
Il colloquio con i pm Di Florio e Bellelli si è svolto in un clima sereno; opportuni chiarimenti sono stati in particolare forniti dal presidente Pagano su tutti gli aspetti collegati alle missioni della presidenza del Consiglio che, per espresso profilo istituzionale, esercita funzioni di rappresentanza dell’assemblea regionale.
Il presidente Pagano ha altresì spiegato che molte delle missioni all’estero cui si faceva riferimento in atti, erano da collegarsi alla sua funzione di presidente della Calre (Conferenza delle assemblee legislative delle Regioni d’Europa), rivestita nel periodo 2011-2012.
Il presidente del Consiglio regionale ha anche espressamente rivendicato, a fronte di una chiara accusa di sperpero di denaro pubblico, la ferma politica adottata di drastica riduzione dei costi della politica e delle spese di rappresentanza.
Queste ultime non solo sono sempre ampiamente contenute ben al di sotto del capitolo di bilancio, ma negl’ultimi due anni, rispetto a chi lo ha preceduto, sono passate dal vecchio importo di 200.000 euro del 2008, agli scarsi 20.000 attuali.
Il presidente Pagano ha riservato ogni opportuna produzione documentale in relazione alle singole specifiche contestazioni.




