L’AQUILA – “Lavoro, onestà, dignità, cittadinanza e libertà; sono queste le parole guida che ci chiede il popolo italiano, stanco dei tweet e delle promesse elettorali, che vuole un’alternativa valida alla sinistra di Matteo Renzi e a un sistema di valori che non è rappresentato, questo è Liberi e Uguali e io credo che Pietro Grasso possa aiutarci, perchè è un ragazzo di sinistra, ma esprime l’idea di una passione civica”.
Questo uno dei passaggi del discorso del segretario nazionale di Articolo 1-Movimento democratico e progressista, Roberto Speranza, che ha spiegato, oggi pomeriggio all’Aquila, scusandosi con la platea per l’ora di ritardo, la linea che intende perseguire Liberi e uguali, il cartello elettorale della sinistra guidato dal presidente del Senato Pietro Grasso, lanciata dopo l’assemblea nazionale del 3 dicembre scorso a Roma e che ha avviato una campagna territoriale, per far conoscere a tutti i livelli la linea politica che avrà il nuovo partito in vista delle elezioni politiche di marzo.
“Il messaggio di fondo, che vuole lanciare la nostra lista, si divide in due grandi questioni: quella sociale, che si può ridurre alla sola parola lavoro, che deve comprendere investimenti e sviluppo sostenibile, per ridare dignità alle professioni – ha detto ancora Speranza – La priorità assoluta deve essere l’attuazione vera dell’articolo uno della Costituzione: l’Italia è una Repubblica democratica, fondata sul lavoro. La seconda è l’idea di una politica che torni alla serietà e all’onestà, perchè è questo che la gente ci chiede”.
Sulle altre forze politiche nazionali Speranza non ha dubbi.
“Siamo noi la vera e unica alternativa: tra Beppe Grillo, Matteo Salvini, Silvio Berlusconi e Matteo Renzi – ha concluso – stiamo assistendo a uno show, la gente vuole una persona seria e autorevole al Governo, che dica meno cazzate, basta illusioni, basta manifesti con i cieli azzurri, basta promesse che non si possono mantenere, noi vogliamo offrire agli italiani una valida alternativa a tutto questo”.
Fabio Ranieri, coordinatore territoriale di Articolo 1, già consigliere comunale dell’Aquila, ha aperto l’incontro sottolineando la propria solidarietà alla consigliera comunale dell’Aquila Chiama, Carla Cimoroni, per gli attacchi ricevuti dopo le sue parole, in occasione di una iniziativa dell’associazione partigiani (Anpi), che hanno innescato una serie di polemiche, durante la quale ha parlato delle Foibe prendendosela con i fascisti.
“Siamo noi antifascisti a dover mettere un argine alle iniziative contro la democrazia, come l’attacco delle destre alla Cimoroni – ha dichiarato Ranieri – Gli slogan di Matteo Salvini e Giorgia Meloni non sono indifferenti agli italiani, questo perché attecchiscono soprattutto tra la parte fragile del Paese e tra gli esclusi”.
Liberi uguali, dunque, si propone di dar voce al popolo nella sua interezza, in particolare “alla politica e agli ideali di una sinistra che vuole essere di sostanza e rappresentanza di fronte alla paura e agli estremismi della destra, che sappia parlare dell’inclusione”.
Tra le linee principali della nuova lista, “tornare a parlare seriamente e concretamente del mondo del lavoro. Dire prima gli italiani ‘prima io’ è una risposta alla domanda di nuova emergenza sociale – ha spiegato il coordinatore di Art1-Mdp – In Italia ci sono 5 milioni di poveri, altri 5 milioni sono vicini alla soglia di povertà e gli italiani vogliono risposte. Il Jobs Act non è una soluzione e questo è chiaro: i contratti precari si sono moltiplicati, basti pensare a Oana Cioponea, la 19 enne di Balsorano, in provincia dell’Aquila, che si è tolta la vita perché non le è stato rinnovato il contratto. Ecco, questo non possiamo più accettarlo”.
Non sono mancati accenni a questioni attuali come lo Ius Soli.
“Noi siamo pronti a votare anche domani, ricordiamo che le camere non sono state ancora sciolte – ha dichiarato a tal proposito – Perché sui rifugiati non ci domandiamo mai quale sarà il loro destino? Dobbiamo ricordarci che la destra si combatte con politiche alternative e concrete, portando la luce dei riflettori nelle zone d’ombra. Solo il Pd continua con le stesse linee politiche, noi andremo a testa alta per essere una risposta alternativa a loro”.
Secondo Ranieri questo modo di fare politica “lascia indietro i territori. A restare indietro non sono solo i cosiddetti ‘ultimi’ in quanto persone, ma interi territori. L’Aquila è la capitale di un Appennino martoriato e le politiche dello Stato, per fare un esempio, hanno portato soltanto alla chiusura di presidi ospedalieri e al collasso dei trasporti. Le aree interne hanno problemi diversi ma non meno gravi del mezzogiorno, dobbiamo ripartite dai territori”.





