L’AQUILA – Il decreto legislativo numero 33/2013 ha posto a carico delle pubbliche amministrazioni l’obbligo di pubblicare sul proprio sito istituzionale tutta una serie d’informazioni con lo scopo di trasformare la pubblica amministrazione nella cosiddetta casa di vetro e consentire ai cittadini di monitorarne l’attività.

In tal senso il responsabile per la prevenzione della corruzione e per la trasparenza del Consiglio regionale, Giovanni Giardino, ha predisposto il documento annuale dove si ribadisce il concetto di trasparenza quale antidoto alla corruzione. 

Un ruolo cruciale è stato attribuito in questa materia all’Autorità nazionale anticorruzione (Anac), sotto il versante sia dei controlli, anche dietro segnalazione dei cittadini, che dell’applicazione delle conseguenti sanzioni. 

Il Piano triennale per la prevenzione della corruzione 2016-2018 del Consiglio regionale, al fine di recepire le indicazioni metodologiche fornite dall’Anac nell’aggiornamento al Piano nazionale anticorruzione sulle fasi di analisi e valutazione dei rischi per una migliore impostazione e realizzazione del processo di gestione del rischio di corruzione, si è proposto di migliorare l’analisi del contesto esterno.

Completare ed aggiornare la ricognizione dei processi organizzativi di competenza del Consiglio regionale; implementare il processo di gestione del rischio corruzione con particolare riferimento ai processi inerenti il Co.re.com. e l’erogazione di contributi per attività culturali. 

Questa la novità in materia di trasparenza, nel Programma triennale per la trasparenza e l’integrità (Ptti)  per il periodo 2016-2018. 

Dopo aver confermato tutti gli ulteriori obblighi di trasparenza adottati dal precedente Programma 2015-2017, il Consiglio regionale esercitando la facoltà demandata alle Regioni di promuovere un maggior livello di trasparenza, ha stabilito di pubblicare sul sito istituzionale nella sezione ‘Amministrazione trasparente’ nuove e ulteriori informazioni. 

Attraverso anche la previsione di obblighi di pubblicazione ulteriori rispetto a quelli previsti dalla legge, al fine di consentire forme diffuse di controllo sul perseguimento delle funzioni istituzionali e sull’utilizzo delle risorse pubbliche, 

Inoltre, anche la legge regionale 2/2016 ha sostanzialmente realizzato a livello legislativo l’innalzamento del livello di trasparenza sancito dal legislatore nazionale con il d.lgs. 33/2013, prevedendo l’obbligo di pubblicare i nominativi dei soggetti che percepiscono l’assegno vitalizio e di reversibilità.

Inoltre, verrà resa trasparente, la misura delle somme a tal fine erogate, nonché dei nominativi dei soggetti che percepiscono l’indennità di fine mandato e la relativa entità.