LUCO DEI MARSI – Tre arresti e una denuncia sono stati effettuati dai carabinieri del comando provinciale dell’Aquila.

Un marocchino è stato arrestato a Luco dei Marsi (L’Aquila) per spaccio di sostanze stupefacenti, mentre due ladri di carburante sono stati colti in flagrante a Carsoli (L’Aquila) mentre sottraevano benzina da un’auto parcheggiata.

Una ragazza è stata invece denunciata a Cappadocia (L’Aquila) per ricettazione: è stata trovata in possesso di un telefonino cellulare appartenente a una compagna di scuola.

SPACCIO DI DROGA: ARRESTATO UN MAROCCHINO

Sorpreso in flagranza di reato dai carabinieri, un 25ennne marocchino, A.S. è stato arrestato dai carabinieri di Luco dei Marsi (L’Aquila) per detenzione a fini di spaccio di sostanze stupefacenti.

Il giovane, non in regola con il permesso di soggiorno, è stato notato mentre, nei pressi di un bar notoriamente frequentato da extracomunitari, cedeva una dose di cocaina a un 46enne di Avezzano (L’Aquila) il quale era già destinatario di un provvedimento di “foglio di via obbligatorio” che gli impediva di recarsi a Luco dei Marsi.

IN MANETTE DUE LADRI DI CARBURANTE

Due ladri di carburante sono stati fermati dai carabinieri di Carsoli.

Si tratta di un russo di 28 anni, pregiudicato, e del suo complice ucraino di 32 anni per furto aggravato.

I due stranieri sono stati colti in flagranza di reato subito dopo aver asportato del carburante da una fiat 600 parcheggiata, utilizzando un tubo di gomma  e travasando il liquido in una grossa tanica di plastica, rinvenuta sul posto e posta sotto sequestro.

Il loro complice, di origine russa, è stato rintracciato successivamente e, sottoposto ad accertamenti, è stato denunciato in quanto responsabile di violazione alle norme sull’immigrazione.

I due sono stati portati nel carcere di Avezzano.

RAGAZZA DENUNCIATA PER RICETTAZIONE

I carabinieri di Cappadocia hanno invece denunciato una ragazza del luogo per ricettazione. La giovane è stata trovata in possesso di un telefono cellulare Samsung del quale non è riuscita a dimostrare la provenienza. Da accertamenti effettuati in banca dati tramite il codice imei, il telefono è risultato essere di proprietà si una studentessa di Avezzano alcuni mesi fa all’interno della scuola.

A quel punto,  la ragazza è stata quindi ritenuta responsabile del reato di ricettazione e denunciata alla Procura della Repubblica.