L’AQUILA – Perde qualche pezzo importante, ma va comunque a dibattimento l’inchiesta per turbativa d’asta sull’appalto per una parte dei nuovi sottoservizi dell’Aquila, un’opera da 33 milioni.

La gara fu appaltata dalla società Gran Sasso Acqua, nel ruolo di soggetto attuatore: ad aggiudicarsi l’importante commessa fu la società consortile a responsabilità limitata (Scarl) “Asse centrale”, composta dalla ravennate Acmar, come capofila, e dalle aquilane Taddei ed Edilfrair, che si erano costituite in associazione temporanea (Ati).

Ieri il gup ha prosciolto Gianni Frattale, titolare della Edilfrair, presidente provinciale uscente dell’associazione costruttori Ance, assistito dall’avvocato Antonio Milo, mentre, dopo rito abbreviato, ha assolto l’imprenditore Alfredo Zaccaria titolare dell’Acmar.

Lo stesso giudice Giuseppe Romano Gargarella ha mandato a giudizio gli altri imputati.

Si tratta di Danilo Taddei (Taddei spa), dell’ingegnere Aurelio Melaragni, direttore Gsa, presidente della commissione aggiudicatrice e attualmente responsabile unico del procedimento e gli ingegneri Pieralberto Properzi e Flavio Lombardi, componenti della commissione aggiudicatrice.

Il processo si farà il 23 maggio del prossimo anno davanti al tribunale.