L’AQUILA – Il coordinatore delle imprese impegante nella realizzazione del primo stralcio dei sottoservizi dell’Aquila, Gianni Frattale, dia “una risposta concreta, documentale ed operativa sul cantiere” alle accuse mosse dal Movimento cinque stelle, che ha denunciato che gli scavi per la messa a dimora del “tunnel intelligente” sono stati realizzati in parte senza i casseri, paratie blindate che avrebbero dovuto difendere le fondazioni dei palazzi nel centro storico, previsti dal progetto.

Lo chiede l’architetto Antonio Perrotti, che in una nota di replica a Frattale precisa che “tutta la conferenza stampa, sollecitata da una pluralità di denunce pervenuteci negli ultimi tempi, senza velleità inquisitorie, è stata improntata ad una estrema prudenza cercando di lanciare una allarme sulle modalità realizzative del tunnel intelligente con alcuni interrogativi sulle misure previste e sulla loro concreta adozione nel primo e soprattutto nel 2° lotto”.

“In tale quadro la battuta sul ribasso del 41% con quella poi del 61 % per i lavori a Piazza D’armi – spiega Perrotti – era tesa a stigmatizzare un clima di anomalie che non trovano giustificazione tecnico economica ma aprono interrogativi sulla concreta conduzione/sicurezza dei lavori, sull’utilizzo di manodopera regolare e/o su possibili infiltrazioni di capitali malavitosi”.

Per l’architetto, che ha denunciato le presunte irregolarità assieme all’avvocato Fausto Corti e alla senatrice Enza Blundo, “non può, sempre a tale proposito, non essere evidenziato che tale situazione è stata denunciata, più in generale, dallo stesso Frattale come presidente Ance e che per i lavori per il secondo stralcio del mega cantiere di rifacimento dei sottoservizi all’Aquila (che interessa parti del tessuto del centro storico più complesse ove si temono difficoltà maggiori di quelle attraversate fino ad ora), le imprese risultate prime hanno presentato offerte economiche anomale che la stessa commissione di gara ha voluto vagliare per poi confermare nell’aggiudicazione”.

“Di conseguenza – conclude Perrotti – naturali sono gli interrogativi sulla remunerazione d’impresa considerati gli scarti tra le offerte nei diversi appalti e quindi le conseguenti perplessità su una corretta conduzione del cantiere”.