L’AQUILA – Oggi è una giornata decisiva per sbloccare la ricostruzione dei sottoservizi della città dell’Aquila, il più grande appalto pubblico del post-sisma del 6 aprile 2009, con 80 milioni di euro, 32 dei quali nel primo lotto.

Proprio in riferimento al primo lotto da tempo bloccato nonostante i fondi siano disponibili da anni, presso la sede della stazione appaltante, la società Gran Sasso Acqua, si terrà una riunione per parlare con la società consortile a responsabilità limitata (Scarl) “Asse centrale”, aggiudicataria della commessa, al fine di fare il punto della situazione alla luce delle difficoltà economico-finanziarie che sono emerse negli ultimi giorni a carico di due delle tre aziende della scarl: la Acmar Spa e la Taddei Spa, la terza è la Edilfrair.

L’obiettivo, come sottolineato dal presidente della Gran Sasso Acqua, Americo Di Benedetto, è verificare che non ci siano ripercussioni sulla importante commessa.

Ma al centro della riiunione ci saranno la tempistica e le modalità con cui verrà approvata la delibera della Giunta comunale dell’Aquila, più volte annunciata, l’unico documento che secondo la stazione appaltante manca per il via libera ai lavori, in pratica una sorta di permesso urbanistico a realizzare l’opera.

Non a caso, del tavolo faranno parte i tecnici comunali e l’assessore alla Ricostruzione Pietro Di Stefano, per chiarire quelli che sembrano gli ultimi dubbi tecnici.

Il primo punto all’ordine del giorno sarà la richiesta di concordato in bianco, per congelare i debiti e predisporre un piano di rientro presentata in tribunale dalla Acmar di Ravenna, società capofila, e la dichiarazione di fallimento da parte del tribunale di Roma della Edimo Spa, società del gruppo Edimo dell’Aquila, presente nella Scarl attraverso la Taddei Spa, anche se quest’ultima però non è coinvolta nella vicenda giudiziaria.

Secondo quanto si è appreso l’approvazione della delibera è prevista per martedì prossimo.

In particolare, per perfezionare l’atto, al momento mancano ancora alcuni pareri di dirigenti comunali che vogliono approfondire alcuni aspetti e ne avranno l’opportunità proprio nel corso dell’incontro.

Il progetto esecutivo è stato approvato dalla Gsa sul finire di gennaio e con l’ok dell’esecutivo comunale l’opera potrebbe finalmente prendere avvio.

Da vagliare ci sono anche alcuni nodi tecnici del progetto di ricostruzione. In particolare, potrebbe sorgere un problema di incrocio del tunnel sotterraneo ispezionabile che caratterizzerà l’opera con la galleria di Collemaggio.

Un’area dove la Scarl “Asse centrale” ha previsto il tunnel, inizialmente assente, con una proposta migliorativa rispetto alle richieste di gara.

“Stiamo approfondendo tutta la questione – spiega Di Stefano ad AbruzzoWeb – Quella dei sottoservizi è un’opera importante, delicata e complessa, è interesse di tutti sbloccarla perché questo lavoro deve proseguire speditamente ma, dall’altra parte, non può rallentare le opere della ricostruzione. Comunque siamo in dirittura d’arrivo”.

I SOTTOSERVIZI

Tra i sottoservizi rientrano le reti di distribuzione idrica, le fognature, la rete Enel a bassa e media tensione per l’illuminazione pubblica e privata, la rete telefonica e quella a fibra ottica.
Il primo lotto dei lavori ha un valore di circa 30 milioni di euro e porterà alla realizzazione di una “galleria intelligente”, lunga complessivamente 13 chilometri, dentro la quale potrà camminare una persona per ispezionare lo stato delle reti, sotto tutto il corso principale del centro storico del capoluogo abruzzese.

Le gallerie ispezionabili avranno dotazioni tecnologicamente avanzate, quali per esempio impianti di controllo a distanza, impianti antifumo e antiratti e illuminazione interna. (alb.or.)