L’AQUILA – La Giunta comunale dell’Aquila ha deliberato la presa d’atto del progetto presentato dalla società Gran Sasso Acqua, stazione appaltante, e dalla società consortile a responsabilità limitata “Asse Centrale Scarl”, composta dalla capofila ravennate Acmar e dalle aquilane Edilfrair e Taddei, aggiudicataria, per la ricostruzione dei sottoservizi della città dell’Aquila: il più grande appalto pubblico del post-sisma del 6 aprile 2009, con 80 milioni di euro di investimento, 32 dei quali nel primo lotto.

“Si parte per la nuova città del futuro”, ha sottolineato sulla propria bacheca Facebook l’assessore alla Ricostruzione Pietro Di Stefano, ansioso di dare l’atteso annuncio, visto che già da tempo la delibera di Giunta era l’ultimo atto necessario a dare il via libera all’inizio dei lavori e all’avvio del cantiere, già approntato, dopo il perfezionamento di tutte le procedure burocratiche.

A questo punto, e con notevole ritardo rispetto alle previsioni, i lavori dovrebbero davvero partire.

L’avvio della commessa assume un significato rilevante anche alla luce delle difficoltà economiche della capofila Acmar, che ha fatto richiesta di concordato in bianco al tribunale di Ravenna, e della Taddei Spa, che ha presentato una richiesta di cassa integrazione per 97 dipendenti e richiesta di concordato, procedure incardinate nella crisi generale del gruppo Edimo, che ha visto fallita la società Edimo Spa lo scorso 19 febbraio.

Vicende che hanno spaventato la Gsa, il Comune e la città, ma la matassa almeno per quel che riguarda i sottoservizi si è sbrogliata qualche settimana fa, dopo un incontro decisivo tra le parti in cui è stato decretato che per la realizzazione dell’opera “c’è agibilità economica” a dispetto della crisi industriale delle due imprese. A quel punto mancava solo la delibera, ora, finalmente, è arrivata.

Tra gli scogli superati per approdare a questo punto, un ricorso al giudice amministrativo presentato dalla società arrivata seconda alla gara di appalto, l’attesa per la validazione del progetto esecutivo da una società abilitata alla certificazione dei grandi appalti, quindi le difficoltà nel redigere il progetto esecutivo, e alcuni limiti posti dalla Soprintendenza.

I SOTTOSERVIZI

Tra i sottoservizi rientrano le reti di distribuzione idrica, le fognature, la rete Enel a bassa e media tensione per l’illuminazione pubblica e privata, la rete telefonica e quella a fibra ottica.

Il primo lotto dei lavori ha un valore di circa 32 milioni di euro e porterà alla realizzazione di una “galleria intelligente”, dentro la quale potrà camminare una persona per ispezionare lo stato delle reti, sotto tutto il corso principale del centro storico del capoluogo abruzzese.

Le gallerie ispezionabili avranno dotazioni tecnologicamente avanzate, quali per esempio impianti di controllo a distanza, impianti antifumo e antiratti e illuminazione interna.

LE REAZIONI

DI STEFANO: “LO SBLOCCO GRAZIE AL TAVOLO”

“Ringrazio per l’impegno e la collaborazione la società Gran Sasso Acqua, gestore del servizio idrico integrato nella città dell’Aquila e stazione appaltante delle infrastrutture che, ricordo, beneficiano di finanziamenti per complessivi 80 milioni 172mila 780 euro”, ha detto poi Di Stefano in una nota.

LA NOTA COMPLETA

Un ringraziamento particolare al presidente Americo Di Benedetto, alla dirigente del settore Ricostruzione, architetto Enrica De Paulis, e all’ingegner Silvio Rotilio del Comune dell’Aquila.

Questo lavoro è, infatti, scaturito dal tavolo di coordinamento, istituito presso lo stesso Comune, allo scopo di evidenziare e risolvere interferenze e criticità relative al progetto.

Uno degli aspetti presi in esame, a seguito dell’assegnazione dell’appalto, ha riguardato le proposte tecniche migliorative, che hanno indirizzato la progettazione esecutiva verso l’utilizzo di gallerie ispezionabili su gran parte del tracciato.

È stata inoltre rilevata la necessità di effettuare spostamenti e by-pass, sia delle linee primarie che di quelle di erogazione secondaria, per la fornitura del servizio alle utenze già attive.

Altre questioni emerse dal tavolo hanno riguardato gli edifici agibili e abitati ricompresi nell’area oggetto dei lavori, e quelli che torneranno ad esserlo nel periodo di realizzazione degli interventi, la presenza di attività commerciali e il flusso di visitatori previsto in occasione dell’Adunata nazionale Alpini 2015, che si terrà in maggio, nonché la gestione dei materiali di risulta.

Per tale ragione abbiamo contestualmente approvato, come esecutivo, uno schema di convenzione con la società Gran Sasso Acqua, definendo gli impegni delle in ordine alla realizzazione delle opere.

Quest’ultima prevede che, in riferimento alla operazioni di by-pass e spostamento dei sottoservizi esistenti, esse debbano essere preventivamente approvate dalla stazione appaltante e dalla Soprintendenza.

Il Comune provvederà a coordinare i cantieri della ricostruzione, in maniera che gli stessi non interferiscano con l’attuazione dell’intervento, a regolamentare le interferenze con gli esercizi commerciali e, con specifiche ordinanze sindacali, tempi e modalità dei cantieri.

La Gran Sasso Acqua si impegna, da parte sua, a recuperare i materiali lapidei derivanti dallo smantellamento della copertura stradale, costituita prevalentemente da cubetti di porfido, utilizzando per lo stoccaggio un’area di proprietà comunale situata nei pressi della strada statale 80, in zona denominata Acqua Oria.

Tutti i materiali archeologici o di pregio, che dovessero eventualmente essere rinvenuti nel corso delle demolizioni, spettano in pieno diritto al Comune.

Inoltre, eventuali varianti in corso d’opera saranno predisposte a cura e spese della società Gran Sasso Acqua e sottoposte all’approvazione del Comune.  In caso di ritardo sul cronoprogramma, infine, o di inadempienza, il Comune può sostituirsi al soggetto attuatore.