L’AQUILA – L’ennesimo ritrovamento archeologico nel sottosuolo aquilano ha costretto a una nuova interruzione dei lavori di realizzazione del tunnel dei sottoservizi, stavolta lungo via Fortebraccio, nel tratto compreso tra l’incrocio con via San Bernardino e piazza Bariscianello.

Il cantiere è fermo dal novembre scorso e ora, annuncia il presidente della Gran Sasso Acqua spa, stazione appaltante della mega opera pubblica da quasi 80 milioni di euro, Fabrizio Ajraldi, i lavori potrebbero finalmente riprendere.

“Non prima di aver concluso la riprogettazione tecnica”, spiega ad AbruzzoWeb, “il ritrovamento ha rallentato la realizzazione dell’infrastruttura, ma come già successo, stiamo mettendo in campo tutte le risorse per porre rimedio nel più breve tempo possibile”.

Come accaduto in altri casi, anche in questo tratto “le utenze passeranno attraverso una polifora che non andrà a interferire con i reperti”, aggiunge Ajraldi.

Sono state in tutto una ventina le interruzioni del tunnel a causa di ritrovamenti archeologici, in quei casi la galleria ispezionabile è stata sostituita da polifore, come in parte di via Sallustio o in Piazza Santa Giusta, dove gli scavi hanno riportato alla luce i resti di un cimitero del 1200.

Ajraldi chiarisce inoltre che “è nostro interesse finire il prima possibile, le tempistiche ancora non sono certe, le piogge hanno creato dei problemi anche per la messa in sicurezza dei manufatti ritrovati. Una volta terminata questa fase, siamo pronti ad andare avanti”.

Lo stop ai lavori lungo via Fortebraccio ha creato anche disagi ai residenti rientrati nelle proprie abitazioni.

Secondo alcune versioni fornite dagli uffici in modo informale, racconta Luca Grimaldi a questo giornale, ad un certo punto si sarebbe paventata la possibilità di non riaprire la strada, immaginando di valorizzare i reperti lasciandoli visibili.

Grimaldi, rientrato nella sua casa di via Fortebraccio da circa due anni, afferma di sentirsi “prigioniero di questi reperti storici e della burocrazia, con dei disagi conseguenti non indifferenti. Muoversi in questa zona sta diventando surreale, senza contare che se ci fosse bisogno di un’ambulanza, per esempio, non c’è lo spazio per farla passare”.

Ha scritto più volte al Comune, al prefetto dell’Aquila e alla Soprintendenza per sapere se e quando verranno ripresi i lavori, senza ottenere una risposta: “Ritengo che tutto questo sia l’ennesima vessazione a carico di noi residenti che stiamo tentando di riappropriarci del centro storico”, dice.

“Siamo completamente isolati, in quella che sembra essere terra di nessuno, tra incuria, abbandono e rifiuti a cui fanno da contraltare i palazzi restaurati, in cui la gente vive prigioniera”, conclude.