L’AQUILA – Un “irresponsabile allarme” lanciato per fare uno spot, anzi, “sport elettorale”, e ancora come “certificato di esistenza politica per chi non ha più altro modo con cui distinguersi”, motivo per quale “i nostri legali stanno già valutando eventuali danni”.
Sono queste le parole di fuoco con le quali Gianni Frattale, costruttore e coordinatore generale di commessa della Asse Centrale Scarl, società che realizza i nuovi sottoservizi dell’Aquila, spingarda Giorgio De Matteis, consigliere comunale di opposizione che più volte nei giorni scorsi ha lanciato un allarme contro la maxi commessa pubblica da 38 milioni di euro, rea, a suo dire, di minare la stabilità degli edifici del centro.
Frattale, che è anche presidente provinciale dell’Ance, aveva già risposto per le rime al presidente del Consiglio comunale, Carlo Benedetti, definito “fabbricante di veleni e nebbie” dopo che aveva accusato l’opera di correre “a 12 metri all’anno, non al giorno”, suggerendo provocatoriamente di “non farli nell’asse centrale, lungo il corso principale”.
Dopo aver cannoneggiato De Matteis, Frattale risponde anche sul piano tecnico, precisando che “il tunnel non è mai a filo degli edifici, ma al centro strada” e che ci sono tutte le garanzie.
LA NOTA COMPLETA
Ci piacerebbe sapere sulla base di quale preparazione tecnico scientifica e su quali riscontri oggettivi Giorgio De Matteis lancia il suo irresponsabile allarme sulla stabilità degli edifici ubicati nelle strade attraversate dai sottoservizi.
I suoi riscontri, ci dice, sarebbero le voci di cittadini che hanno rappresentato al politico locale le loro legittime preoccupazioni. E questo basta a farlo parlare con toni gravi di “problemi seri alle fondamenta”, di “lavori eseguiti a filo degli edifici” di “mancato coordinamento dei lavori”.
È un vizio di certa politica locale quello di alzare polvere per farsi notare. È preoccupante, però, come questo avvenga in totale spregio delle conseguenze per la città e per le imprese. Ci si scaglia contro opere importanti per la collettività e la ricostruzione nel furore cieco di fare danno al nemico politico, senza pensare che, dietro quelle opere, ci sono banche che finanziano e assicurazioni che garantiscono.
Anche i dirigenti di questi istituti leggono i giornali e vengono influenzati nelle loro scelte dall’umore sociale e politico che spesso ruota intorno alle opere in questione. Per questo motivo i nostri legali stanno già valutando eventuali danni subiti in tal senso dalla nostra Ati.
Lo sport elettorale, che sembra prendere piede negli ultimi tempi, di sparare contro i sottoservizi è una pratica suicida per la città che ci auguriamo si esaurisca a breve per consentirci di completare serenamente il tracciato, ormai arrivato ad un quarto del suo percorso senza che nessun edificio attraversato sia stato minato nelle sue fondamenta, come elucubra De Matteis sulla base del chiacchiericcio cittadino.
Per rassicurare da ingiustificati timori siamo obbligati ad alcune precisazioni.
Il progetto esecutivo dell’opera è stato realizzato da esperti e certificato in ogni sua parte da una società d’eccellenza. I lavori dei sottoservizi sono monitorati costantemente da un geologo dell’Università dell’Aquila.
Esiste una schedatura di tutti gli edifici ubicati lungo il percorso del tunnel su cui si effettuano singoli monitoraggi prima, durante e dopo il passaggio degli scavi.
Il tunnel nei pressi di Palazzo Margherita è in via di completamento in questi giorni ed entro il mese verrà asfaltata la strada. Il tunnel non è mai a filo degli edifici, ma al centro strada.
Gli scavi si eseguono “a blindaggio”, una tecnica che serve proprio a tutelare, in via preventiva, le fondamenta degli edifici. Operano costantemente sul posto un direttore tecnico, un capo cantiere, un architetto addetto a tutte le interferenze con i vari cantieri che verifica lo stato di consistenza degli edifici, due geometri di cantiere, più altri assistenti che si riuniscono ogni sera per eventuali aggiornamenti tecnici dei lavori e per qualunque segnalazione di imprevisto.
Nessuno di questi esperti ha riscontrato i dissesti richiamati da De Matteis e di cui ha sentito parlare dai cittadini residenti.
Risulteremmo pedanti se ci spingessimo oltre questi dettagli, ma per ogni ulteriore curiosità tecnica del nostro consigliere, che dice di non accontentarsi di risposte generiche, rimandiamo al tavolo di coordinamento tecnico fra tutti i soggetti interessati, che si riunisce ogni mercoledì presso la Gran Sasso Acqua.
Ne esiste anche uno a cui partecipano i cittadini con le categorie associative che si riunisce una volta al mese. Ma siamo anche disponibili a incontrarlo in qualunque altra sede per un chiarimento leale e al riparo da strumentalizzazioni politiche, se la sola chiarezza tecnica è il suo cruccio.
Sarebbe stato, però, onesto e rispettoso nei confronti di chi lavora, di chi abita quei palazzi e dell’intera città, avere questo scambio costruttivo prima di ingenerare dubbi e preoccupazioni infondate sui giornali.
Ma capiamo bene come la polemica sulla stampa dia almeno un certificato di esistenza politica per chi non ha più altro modo con cui distinguersi.
Gianni Frattale
Coordinatore Generale di commessa
Asse Centrale Scarl






