L’AQUILA – “Venite domani a piazza D’Armi, per non far morire la nostra terra, tutti devono sapere che noi non molliamo!”.
Il tam tam anche stavolta arriva via sms, con l’obiettivo di richiamare quanta più gente possibile domani alla mobilitazione nazionale che vuole riaccendere le luci sulla ricostruzione post-terremoto e sulla situazione economica sempre più critica.
Un’iniziativa, dal titolo “L’Aquila chiama Italia”, finalizzata anche a lanciare la legge di iniziativa popolare elaborata dai cittadini sulla ricostruzione, affinché si abbiano finalmente regole e fondi certi, diversamente da quanto accade oggi.
A piazza d’Armi gli organizzatori si aspettano migliaia di persone. Solo da fuori città si annuncia l’arrivo di 40-50 pullman e le adesioni aumentano ora per ora.
Per questo motivo, il sindaco dell’Aquila, Massimo Cialente, con una ordinanza ha anticipato l’uscita dalle scuole alle 11.
Il corteo partirà alle 14.30. Sfileranno delegazioni istituzionali a partire dal Consiglio Comunale dell’Aquila che ha votato l’adesione all’unanimità -sindacati, associazioni, l’università e la locale squadra di Rugby, gloria sportiva della città.
Attese anche rappresentanze di altri comuni del cratere, oltre alle segreterie di buona parte dei partiti di opposizione: Pd, Radicali, Sel, Prc, Sinistra critica, Psi, Comunisti italiani e Italia dei Valori.
Lo stesso leader dell’Idv, Antonio Di Pietro, ha annunciato che sarà presente. Parteciperanno inoltre artisti e intellettuali.
Molti arriveranno di persona e altri faranno arrivare la loro testimonianza. Come il regista Mario Monicelli, il quale ha organizzato e promosso interviste a personaggi del mondo della cultura, della scienza e dell’arte – da Corrado Augias a Margherita Hack ai fratelli Taviani, e che invierà una lunga testimonianza video a più voci che sarà proiettata su un maxi schermo. Il corteo attraverserà il centro storico per raggiungere piazza Duomo.



