PESCARA – Oltre un migliaio di persone sta partecipando al maxi corteo promosso da Cgil Pescara, Fp-Cgil e Spi-Cgil contro i tagli al sociale.

Alla manifestazione, una delle prime del genere organizzate in Italia, hanno aderito dozzine di associazioni operanti in ambito sociale, tra disabili, anziani e addetti.

Tra striscioni, cori e slogan il lungo corteo è partito dalla piazza del Comune e dopo aver attraversato tutto il centro del capoluogo Adriatico, paralizzando di fatto il traffico cittadino, sta ora raggiungendo gli uffici della regione Abruzzo.

“Lo Stato e la Regione hanno tagliato il 95% dei fondi”, ripetono i manifestanti, che sono arrivati a Pescara con 17 pullman provenienti da tutto l’Abruzzo.

I manifestanti, partiti da piazza Italia, hanno raggiunto, sfidando anche la pioggia, gli uffici della Regione Abruzzo in viale Bovio, ma non sono riusciti a incontrare nessun rappresentante istituzionale, in quanto né il governatore Gianni Chiodi né l’assessore alle Politiche sociali Paolo Gatti né i dirigenti di settore erano presenti.

“Non c’è nessuno pur sapendo che si doveva affrontare una questione importantissima – ha affermato il segretario della Cgil Pescara, Paolo Castellucci – Noi questo non lo accettiamo perché questa manifestazione deve avere una risposta e quindi chiederemo formalmente un incontro. Il presidente Chiodi parla di Regione virtuosa, quando abbandona le persone che più hanno bisogno d’aiuto, di virtuoso non c’è nulla. L’iniziativa odierna non è la fine di un percorso, ma soltanto l’inizio”.

I manifestanti, in particolare, hanno protestato contro il debito di 25 milioni di euro che la Regione Abruzzo ha accumulato, tra il 2010, 2011 e 2012, nei confronti degli ambiti sociali. “Soldi – hanno detto – che i Comuni hanno già speso e questa situazione sta bloccando completamente i servizi”.

“In uno Stato civile e democratico – ha sottolineato il presidente dell’associazione Carrozzine determinate, Claudio Ferrante – la cosa fondamentale è prestare attenzione alle categorie con problemi. Non c’è cosa peggiore di una malattia che entra in una famiglia e la distrugge. Davanti a queste cose non si può non dare una risposta. Chiediamo che questa protesta finisca in Consiglio regionale, perché non può concludersi qui”.

Parlando di una situazione “drammatica”, il segretario dello Spi Cgil, Giovanna Zippilli, ha affermato che “i governi, prima quello Berlusconi e poi quello Monti, hanno tagliato il sociale” e ha auspicato che “il nuovo esecutivo possa promuovere il cambiamento di rotta di cui c’è bisogno”.

Il segretario provinciale di Rifondazione comunista, Corrado Di Sante, ha definito “indegno” il fatto che “a pagare la crisi siano i disabili, i malati e i pensionati, mentre i governi nazionali salvano le banche”.

GATTI: “TAGLI IMPOSTI DA STATO, MA OK A INCONTRO”

L’assessore regionale alle Politiche sociali, Paolo Gatti, intervenendo sulla manifestazione odierna contro i tagli al sociale, afferma di avere avvertito i promotori dell’iniziativa della sua assenza dovuta a impegni istituzionali e si dice pronto ad un incontro da concordare insieme, sottolineando comunque che all’origine di una “situazione sicuramente difficile” ci sono politiche nazionali e non regionali.

“I tagli ammontano al 93% – sottolinea Gatti – ma sono solo statali. È successo nel 2012 con il governo Monti, quando abbiamo anche fatto una battaglia, purtroppo perdendola, con tutte le altre Regioni. Il debito che la Regione Abruzzo ha, inferiore ai 25 milioni di euro di cui si è parlato, deriva dai tagli statali e noi, come è noto a tutti, siamo già intervenuti erogando otto milioni di euro aggiuntivi. Siamo al lavoro per trovare altre risorse, per colmare i vuoi creati dallo Stato”.

L’assessore invita inoltre a “evitare di strumentalizzare” un argomento piuttosto serio. 

SCLOCCO (PD) E MASCITELLI (IDV) SOLIDALI CON MANIFESTANTI

“Il mio compito in Regione è stato chiaro per cinque anni: dare voce alle difficoltà delle famiglie. Sono felice che prima i sindaci, oggi le associazioni e i sindacati si siano mobilitati scendendo in piazza”.

Lo afferma la consigliera regionale del Partito democratico Marinella Sclocco, che stamattina ha manifestato coi disabili in piazza Italia a Pescara.

Insieme alla Sclocco anche il responsabile regionale dell’Italia dei valori Alfonso Mascitelli, il quale spiega che “purtroppo le numerose manifestazioni che sono state promosse da associazioni, sindacati e amministratori locali in questi ultimi anni, non sono bastate visto che la situazione continua a peggiorare e oggi è al limite del collasso nella erogazione dei servizi sociali che coinvolgono decine di migliaia di disabili e anziani non autosufficienti, mentre chi ci governa ci racconta tutt’altra verità. Due anni fa fu approvato in pompa magna il Piano sociale regionale, che fu propagandato con soddisfazione per la sua modernità e adeguata copertura finanziaria, mentre in realtà già da allora le risorse a disposizione degli ambiti sociali sono state ridotte di oltre il 35%, e quelle impegnate negli scorsi anni non sono state ancora del tutto erogate”.

La Sclocco ha poi insistito dicendo che “con i sindaci d’Abruzzo l’8 aprile scorso abbiamo manifestato in piazza Unione, sempre a Pescara, e chiesta udienza al presidente Chiodi e all’assessore Gatti, i quali non hanno voluto ricevere la delegazione dei sindaci che si dichiaravano molto preoccupati per i mancati trasferimenti da parte della regione. Quelle somme erano loro dovute e servivano per i compensi agli operatori dei servizi sociali che i Comuni prestano ai loro cittadini in difficoltà. Tutto questo genera un progressivo abbandono degli utenti stessi che si vedono oggi mancare, un’assistenza fondamentale essendo tutti in oggettivo bisogno”.

“Queste sono solo le ultime mancanze che abbiamo denunciato, purtroppo da me annunciate, con notevole anticipo, dello smantellamento dello stato sociale”.