RAVENNA – Il manager Galliano Di Marco, 58 anni, di Pescina (L’Aquila), ma residente a Milano, è stato condannato a un anno e quattro mesi di arresto e a 14 mila euro di multa al termine del processo che lo vedeva imputato, in qualità di presidente dell’epoca dell’Autorità Portuale ravennate, nell’ambito della gestione dei fanghi di dragaggio del portocanale di Ravenna e della loro successiva collocazione in varie casse di colmate. 

Il giudice Federica Lipovscek del Tribunale della città romagnola ha condannato anche Dario Foschini, 65enne di Russi (Ravenna) e al tempo amministratore delegato di Cmc, a 9 mesi e 10 mila euro; e Maurizio Fucchi, 63enne di Ravenna e al tempo vicepresidente del cda di Cmc, a 9 mesi e 9 mila euro. 

La sospensione della pena è stata subordinata al recupero, smaltimento e ripristino delle casse di colmata. 

Assolti gli altri tre imputati (un vicepresidente della Cmc, il presidente e l’amministratore delegato di Sapir, il principale terminal operator del porto di Ravenna), “per non avere commesso il fatto”. 

La Procura aveva chiesto condanne per tutti e sei gli imputati comprese tra un anno e un anno e quattro mesi.

Inizialmente gli indagati erano dieci, ma per tre di loro (ruoli apicali in Cmc, Sapir e Autorità Portuale) era scattata la prescrizione; mentre il quarto, l’allora presidente Cmc Massimo Matteucci, era deceduto. 

Agli accusati, con diversi ruoli e in differenti periodi, veniva in buona sostanza attribuita la creazione di depositi incontrollati (le casse di colmata) di rifiuti speciali non pericolosi (i fanghi di dragaggio) lasciati sul posto nonostante le autorizzazioni fossero scadute da anni. 

In totale oltre tre milioni di metri cubi distribuiti su otto casse per un periodo di tempo che va dal 2008 al 2016. Con tre aree di contestata responsabilità penale: Autorità Portuale per avere appaltato i dragaggi; Cmc e Sapir in qualità di appaltatori. 

Il Tribunale ha invece escluso la responsabilità di Sapir pur confermando in larga parte il resto del castello accusatorio. Motivazioni entro 90 giorni.