L’AQUILA –  “La ricostruzione del patrimonio storico artistico e architettonico abruzzese devastato dal terremoto sia tra i temi principali dell’agenda del neo ministro dei beni culturali Giancarlo Galan“. 

Lo chiede l’Unione italiana del lavoro (Uil) di settore, che sottolinea la necessità, a due anni dal sisma del 6 aprile 2009, di “mettere mano da subito” alla questione delle risorse, ma anche alla governance.

La Uil lancia un appello perché cessi la gestione commissariale dei beni artistici abruzzesi.”Galan – afferma – dica cosa vuole fare sia per la totale mancanza di fondi sia per la totale assenza del ministero, che ha lasciato soli e abbandonati al proprio destino di soprintendenti abruzzesi”.

Il sindacato sottolinea che “le risorse sono assolutamente insufficienti” rispetto alla necessità complessiva, stimata in “oltre 3 miliardi e mezzo di euro”. 

La Uil fa i conti, cominciando dalle risorse ordinarie (825mila euro per la Soprintendenza per i beni architettonici; 360mila alla Soprintendenza al patrimonio storico artistico) a cui si aggiunge la quota destinata all’Abruzzo dai fondi ordinari del Mibac (1 milione 565mila euro da aggiornare alla luce del recente decreto) oltre a 5 milioni 893mila stanziati per il 2011 da Arcus spa. 

Bondi, fa notare il sindacato “aveva promesso di destinare alla ricostruzione dei beni culturali abruzzesi l’1% dei fondi Arcus per 10 anni, ovvero circa 20/25 milioni di euro annui”, promessa “che non si è concretizzata”. 

“Con l’aggravante – aggiunge – che a oggi Arcus non ha nulla per il 2012 perché non ci sono finanziamenti destinati alle infrastrutture dalla legge obiettivo”.

Altrettanto scottante per la Uil la questione della governance, affidata ad una gestione commissariale “con la totale spoliazione delle competenze delle Soprintendenze che a differenza di quanto si vuol far passare hanno personale e competenze sufficienti per poter affrontare tutte le fasi della ricostruzione”. 

Il sindacato denuncia ancora. “Il paradosso – dice – è che si sta scrivendo un’ulteriore ordinanza nella quale si prevede che l’ingegner Luciano Marchetti e la sua struttura, risulterebbero in qualità di vice commissario l’unico soggetto attuatore per il restauro nel cratere”.