L’AQUILA – Tasi sì, Tasi no, o Tasi a metà?

C’è ancora assoluta incertezza per una parte di aquilani attorno alla tassa “per i servizi indivisibili”, la cui scadenza è fissata al prossimo 16 dicembre.

Entro quella data milioni di italiani dovranno mettere mano al portafogli per il saldo dopo il primo acconto versato a giugno. Ma all’Aquila ancora non è chiaro se a pagare dovranno essere anche i proprietari di abitazioni rese inagibili dal terremoto del 6 aprile 2009.

Allo stato di cose, resta l’abbattimento del 50% sul balzello, ma non l’esenzione.

L’assessore comunale al Bilancio, Lelio De Santis, che a giugno aveva consigliato a coloro che avevano ricevuto la cartella della prima rata di non pagare, si dice oggi “preoccupato” e in attesa che qualcosa si muova a Roma.

“L’altro ieri sono stato alla Direzione generale del Ministero dell’Economia – spiega – per portare avanti la richiesta dell’esenzione. Ci hanno detto che abbiamo ragione ma serve un provvedimento legislativo del Parlamento”.

L’unica speranza, secondo l’assessore, è presentare un emendamento alla Legge di stabilità che nei prossimi giorni approderà in Senato dopo l’ok incassato alla Camera dei Deputati. Ma il provvedimento verrà discusso, secondo le previsioni, intorno al 18 dicembre, quindi dopo la scadenza della tassa.

“Mi auguro che qualcosa si muova in questi 15 giorni – aggiunge – L’emendamento in questione sarà presentato dagli stessi che l’hanno presentato alla Camera, senza però che fosse accolto. Proprio per questo – attacca – credo che ci sia stata una eccessiva soddisfazione nel valutare la Finanziaria per L’Aquila. La tutela e la difesa dell’Aquila e della sua ricostruzione sociale e materiale spesso si fanno più a parole che nei fatti, ovvero nelle sedi legislative in cui si decide”.

L’approvazione dell’emendamento dipenderà soprattutto dalla copertura finanziaria: “dai colloqui che abbiamo avuto con il Ministero, ho capito che il timore è che un’esenzione della Tasi per L’Aquila significherebbe automaticamente doverla estendere anche ad altre situazioni di criticità a livello nazionale, come le altre zone terremotate o alluvionate”.

Per qualcuno, comunque, il Comune avrebbe potuto affrontare la questione “a monte”. Come Ettore Perrotti, nella Giunta dell’unione nazionale Giovani commercialisti, che spiega: “sulla Tasi del Comune dell’Aquila si sta discutendo molto ma soprattutto del nulla. Comuni fuori dal cratere sismico come ad esempio Teramo, hanno previsto nel loro regolamento che per i Fabbricati dichiarati di interesse storico e fabbricati dichiarati inagibili o inabitabili, l’aliquota da applicare è pari al 0,00%”.

“Nel nostro Comune – conclude – si fa ancora confusione con altre imposte. Anche se è una tassa ‘staccata’ dall’immobile, si tratta di pagare servizi collegati a questo. Il Comune avrebbe potuto autodeterminarsi e decidere di non farla proprio pagare”.