L’AQUILA – Ancora una protesta di una cittadina “sfrattata” da un albergo nonostante la sua abitazione sia ancora inagibile.

Questa mattina, fuori della scuola della Guardia di Finanza, poco prima del briefing sulla ricostruzione post-sisma del sottosegretario alla presidenza del Consiglio, Gianni Letta, e del commissario, Gianni Chiodi, una sfollata, la signora Colaci, ha protestato perché intimata dagli uffici Sge di abbandonare entro 48 l’hotel Canadian dell’Aquila, dove è ospitata, pur non avendo una sistemazione alternativa.

Ad ascoltare le rimostranze della donna è stato il responsabile della Struttura di coordinamento e raccordo del presidente Chiodi, Giuseppe De Dominicis, il quale ha assicurato che “i problemi saranno risolti”.

La donna è una delle residente del condominio Filadelfia, in via Caprini, nella zona di San Giuliano, lo stesso in cui abitano altri due cittadini che hanno subito la stessa sorte: nonostante i lavori di ristrutturazione dello stabile non siano terminati, sono stati invitati a lasciare le strutture ricettive dove sono ospitati con i familiari.

Si tratta del fotografo che collabora con il quotidiano Il Messaggero, Renato Vitturini, che qualche giorno fa si è incatenato davanti a palazzo Silone, sede aquilana della Giunta regionale, e di un medico, G. R., al quale è stata notificato l’ordine di lasciare l’albergo.

A questi si aggiunge un altro caso, segnalato da un lettore di AbruzzoWeb, Alfredo De Angelis, che ha ricevuto una missiva della Struttura per la gestione dell’emergenza in base alla quale dovrà lasciare il residence dove è ospitato a Castel di Sangro.

Sge che ormai è sempre più severa.

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