L’AQUILA – La denuncia di questo giornale sullo stallo, colpevole e preoccupante, nell’utilizzo dei 110 milioni per lo sviluppo post terremoto previsti nel cosiddetto Restart 2 a causa del mancato accordo sulle percentuali tra L’Aquila e i comuni del cratere ha svegliato proprio questi ultimi: giovedì prossimo, il 19 giugno è stato convocato un summit a Fossa, nella sede dell’Ufficio speciale per la ricostruzione dei comuni del cratere, l’Usrc, diretta da Raffaello Fico.

L’obiettivo è quello di entrare nel merito e fare finalmente pienamente chiarezza sulla distribuzione di una ingente somma, equivalente al 4% dei fondi della ricostruzione edilizia post sisma 2009, utili a finanziare progetti di sviluppo economico, culturale, ambientale e sociale, di valorizzazione delle risorse locali per la crescita sostenibile.

Soldi tre mesi fa trasferiti dalla Protezione civile nazionale nelle casse della Struttura tecnica di missione della presidenza del Consiglio dei ministri, diretta da Mario Fiorentino, ma di fatto bloccati in quanto non ci sarebbe accordo sulla consistenza delle due fette della torta tra il sindaco dell’Aquila Pierluigi Biondi, di Fdi, e i comuni del cratere, in una trattava che a molti sindaci è apparsa come una decisione per pochi, a porte chiuse e senza in dovuto coinvolgimento.

Biondi, che è anche responsabile Enti locali di FdI e presidente dell’Anci Abruzzo, ex sindaco di  Villa Sant’Angelo, e Gianni Anastasio, sindaco di Pizzoli, storico esponente del Pd e coordinatore dei comuni del cratere, sono stati da questa testata intervistati separatamente e senza essere a conoscenza delle rispettive dichiarazioni, consegnando a questo giornale ricostruzioni opposte circa la tanto discussa ripartizione dei fondi

Il sindaco ha assicurato che non c’è “nessuna guerra, nessun caso sulla distribuzione dei fondi, l’accordo c’è e lo sanno benissimo tutti i sindaci del cratere: la quota di ripartizione è 60-40%. Se qualcuno ha intenzione di cavalcare polemiche politiche per un proprio tornaconto personale faccia pure, io mi sottraggo a queste dinamiche”.

Anastasio invece ha detto chiaro e tondo che Biondi continua a pretendere per L’Aquila l’80% della somma, ben 88 milioni, lasciando il resto, il 20%, pari a 22 milioni a tutti gli altri comuni del cratere: “Biondi dovrebbe comprendere le nostre ragioni e il nostro malessere, e invece continua a voler pretendere per la sola L’Aquila l’80% dei fondi Restart 2, con argomenti molto discutibili, con il risultato che quei fondi restano in un cassetto inutilizzati”.  E ancora, “gli abbiamo spiegato che i suoi sono calcoli del tutto discutibili, e gli ho dimostrato che semmai occorre partire dal presupposto che i fondi Restart corrispondono al 4% dei fondi della ricostruzione post sisma, e i Comuni del cratere, tutti insieme, hanno speso per la ricostruzione più o meno quello che ha speso L’Aquila, quindi se quel 4% è proporzionato a fondi della ricostruzione post sisma,anche questi 110 milioni del Restart2 dovrebbero essere suddivisi circa alla metà. All’Aquila insomma dovrebbe spettare il 50% e non il 60%, giammai l’80%”.

Ed è stato proprio Anastasio, nella veste di coordinatore a convocare il confronto al quale saranno presenti probabilmente molti sindaci.