L’AQUILA – Una vita intera chiusa negli scatoloni per sei anni, dopo il sisma del 6 aprile 2009, pronta finalmente a tornare fuori.

È grande la “voglia di ricominciare” per tanti aquilani che stanno per rientrare nelle proprie case e per riaprire decine di scatoloni ammassati e impolverati nei depositi che racchiudono pezzi di vita e di storie da raccontare.

Marisa Margiotti è una dei fortunati aquilani che potrà rientrare a casa sua a settembre in un palazzo appena ristrutturato nel cuore del centro storico, in viale Duca degli Abruzzi.

Ha vissuto dalla data del sisma in un appartamento del progetto Case di Sant’Elia e ora è pronta a riprendersi la sua vita spezzata e quella della sua famiglia, tenuta in stand by in quegli scatoloni.

“Sono felicissima di poter riaprire quelle scatole – afferma – ma nel contempo sono anche timorosa di tornare a una vita che non sarà più la stessa, in un centro storico dove nulla è più come prima. Ci sono cantieri in corso di giorno e tanto silenzio di notte e pochi servizi”.

È stata costretta ad abbandonare la sua casa insieme alla sua famiglia come molti aquilani e oggi dice “è il momento di ricominciare. Sarà per noi un nuovo processo di adattamento: occorrerà ancora uno sforzo per riadattarsi all’ambiente che non è più quello di prima, ma l’idea di casa mi dà coraggio. I miei mobili, le mie cose, i pezzi dei miei giorni possono finalmente venire fuori da quelle scatole per ripartire. Ancora non mi sembra vero”.

È stata una vita di attesa, come per molti aquilani, quella vissuta dalla Margiotti nel progetto Case.

“Abbiamo passato momenti molto difficili – sottolinea – Sono case di emergenza, ma non le nostre abitazioni, ed è stato molto complicato abituarsi a vivere tra quelle mura”.

Il palazzo nel cuore del centro storico è stato recuperato con un intervento di restauro conservativo , dopo i danni causati dal sisma con una spesa di 1.9 milioni di euro.

“Spero che tutti potranno rientrare presto nelle proprie case – prosegue – Non la periferia, ma il centro storico è il vero motore di questa città. È vita. Lo abbiamo dimostrato in più occasioni, in ultimo per l’adunata degli alpini”.